GLARE OF THE SUN – Theia

Pubblicato il 09/07/2019 da
voto
8.0
  • Band: GLARE OF THE SUN
  • Durata: 66:10
  • Disponibile dal: 21/06/2019
  • Etichetta: Lifeforce Records
  • Distributore:

Secondo giro di boa discografico per la formazione post-metal austriaca. “Theia” si dirada in dodici momenti, indicati semplicemente col numero romano, e si dilata ancora una volta per atmosfere death-doom, che però si inerpicano talvolta in derive neofolk e più propriamente post. Il tutto è reso interessante dalla capacità evocativa e dal gusto personale della band di Salisburgo, donando un album che sicuramente appassionerà i più ferventi sostenitori del nuovo corso del death-doom più atmosferico, libero di esprimersi e carico di pathos.
“Theia” non è certamente un album più ostico o sperimentale di quanto potrebbe sembrare. L’immediatezza dell’ascolto, oltre che all’alto livello della produzione, è anche dovuta ai numerosi cambi di atmosfera, ottimamente calcolati, fin dal primo innesto di folk di “II” (riuscitissimi, in questo senso, i due minuti di “VI” e la finale “XII”), capaci di interrompere il grande corso delle distorsioni, senza però strafare e restando su quelle dinamiche proprie che ci aspettano per restare immersi ed attenti nell’ascolto. Per i Glare Of The Sun le tendenze Dead To A Dying World, o ancora più a Cult Of Luna – o addirittura ai Katatonia – sono sempre appigli sicuri sui quali impostare il sound, ma non per questo risultare mere fotocopie in un mare di cloni, come spesso intendiamo ormai il calderone di genere. Un album come “Theia” ha quel fattore X che potrebbe convincere fin da subito, senza grandi sperimentalismi o virate clamorose.  “III” ben rappresenta questo tipo di discorso, fatto di bei suoni, impatto efficace, gusto e libertà espressiva, restando però sempre ancorati ai dettami di genere e restando integrato ad un ascolto che è necessariamente rivolto a tutto il disco e non solo ad una sua parte. Le parti vocali sporche giocano il loro impatto più brutale su “V”, ma sembrano inserite in una coralità (di voci e strumenti) che dona una sacralità interessante al tono del disco. Un sepolcro post-metal da Roadburn Festival, dove ritrovare standard e interessanti derive, libere ed evocative. Basti sentire anche la magniloquente triade conclusiva “X”/”XI”/”XII” che fa immergere il disco in un magma di pathos à la Yob degli ultimi tempi, rientrando a pieno titolo nei migliori momenti del post-metal atmosferico di quest’anno in termini di composizione, gusto ed atmosfera.
“Theia” è un disco che va ascoltato tutto d’un fiato, così come è concepito, per assaporarne il viaggio. Un viaggio ben lontano dall’essere troppo inerpicato, ostico o eccessivamente divagatorio. I territori sono quelli che chi mastica il genere conosce bene, ma proprio per questo sarà sicuramente interessato a vedere quali sono i contorni che questi passaggi assumono, ascolto dopo ascolto.

TRACKLIST

  1. I
  2. II
  3. III
  4. IV
  5. V
  6. VI
  7. VII
  8. VIII
  9. IX
  10. X
  11. XI
  12. XII
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