GLASYA – Heaven’s Demise

Pubblicato il 16/07/2019 da
voto
6.0
  • Band: GLASYA
  • Durata: 00:51:00
  • Disponibile dal: 12/07/2019
  • Etichetta: Pride & Joy Music
  • Distributore: Audioglobe

I Glasya sono l’ennesima band di metal sinfonico, fortemente ispirata ai vari Nightwish, Epica, Sirenia, Xandria, Delain, etc., stavolta proveniente dal Portogallo. Fondata nel 2016 dal chitarrista Hugo Esteves, la compagine lusitana annovera tra le proprie fila il batterista Bruno Ramos (ex My Deception), il tastierista Davon Van Dave (Urban Tales, Shadowsphere) il bassista Bruno Prates e il chitarrista solista Manuel Pinto (entrambi provenienti dagli Enchantya), nonchè la voce femminile di Eduarda Soreiro, reclutata dopo essere stata vista all’opera in una cover band dei Nightwish (e la cosa non ci sorprende).
Con queste premesse, cosa dire a questo punto di questo debutto dei Glasya? Sicuramente non si tratta di musicisti di primo pelo e si nota come tutto sia stato curato in maniera professionale. Tuttavia, la band appare sin da subito piuttosto derivativa non solo a livello stilistico, ma anche in quanto a songwriting, tanto che troppo spesso si presenta la tipica sensazione del “già sentito”. I Glasya si limitano a proporre infatti i soliti clichè del genere, con la voce femminile che va in estensione operistica, accompagnata da cori e orchestrazioni, senza significative invenzioni o soluzioni particolarmente originali. In qualche traccia viene proposto anche qualche duetto, per cui ritroviamo un paio di brani con voce in growl (con Paulo Gonçalves dei Rasgo come guest) e uno, l’omonima Glasya, con voce maschile in chiaro, ovvero quella di Flàvio Lino (Deadlyforce, ma messosi in luce anche nella versione portoghese di “The Voice”). Un altro aspetto da mettere in evidenza è che la band tende a dilatare un po’ i pezzi, senza avere però l’estro o la fantasia ad esempio dei Sirenia, facendo così perdere di incisività anche brani che avrebbero giovato di un approccio un po’ più diretto.
Ad ogni modo, tra le tracce che meglio ci hanno impressionato, citiamo “Eternal Winter” e le due di apertura, ovvero la title-track e “Ignis Sanctus”, nonchè, tutt’al più, la stessa “Glasya”. Il resto, pur con alcune canzoni gradevoli, risente purtroppo parecchio di quegli aspetti di cui parlavamo in precedenza, con una serie di temi e melodie che sembrano, sicuramente in maniera inconsapevole, pescate qua e là, per quanto poi assemblate indubbiamente molto bene. Disco non imprescindibile, ma se amate il genere può comunque rappresentare un piacevole ascolto.

TRACKLIST

  1. Heaven's Demise
  2. Ignis Sanctus
  3. Coronation Of A Beggar
  4. Glasya
  5. Eternal Winter
  6. Birth Of An Angel
  7. The Last Dying Sun
  8. Neverland
  9. No Exit From Myself
  10. A Thought Of You
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