GLENN HUGHES – First Underground Nuclear Kitchen

Pubblicato il 11/06/2008 da
voto
6.0
  • Band: GLENN HUGHES
  • Durata: 00:51:54
  • Disponibile dal: 09/02/2008
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore: Frontiers

L’acronimo racchiuso nel titolo del nuovo lavoro del vecchio volpone Glenn Hughes rappresenta, come prevedibile, la chiave di lettura dell’intero album. Funk è la parola magica, e divertimento è il credo di Glenn. Accompagnato dal fido Chad Smith (Red Hot Chili Peppers) dietro alle pelli, e dal valido trio chitarristico composto dal bravo JJ Marsh, qui impegnato solo sulle ottime “Oil And Water” (un inno toccante alla maestria) e “Too Late To Save The World”, capitolo migliore dell’album, insieme a Luis Maldonado e George Natsos. L’artista britannico ci consegna un lavoro che tuttavia si assesta su livelli medi, non certo degni di essere accostati ad un nome che ha fatto la storia del rock, sia “con” che “fuori” dai Deep Purple. La sensazione provata dopo i primi ascolti è che l’album, a parte rari casi, come le due citate song e la strepitosa sensualissima “Satellite” (guarda caso i tre pezzi più per così dire ‘atipici’) si regga quasi esclusivamente sulla sempre fantastica ugola di Glenn, non a caso conosciuto con l’appellativo di “The Voice”, tralasciando colpevolmente la canzone in sé. Insomma, un conto è constatare la semplice natura funky di un pezzo, e peraltro per un artista scafato come Glenn non è certo complicato ottenere certe sonorità e renderle apparentemente perfette, ed un conto è strapparsi il cuore dal petto e suonare al suo ritmo. I fan sono allertati, e sicuramente troveranno di che gioire, ma francamente da Glenn Hughes era doveroso (non solo lecito) aspettarsi ben altra qualità. Speriamo solo che dopo “Return Of Crystal Karma” (ROCK) ed il qui presente “First Underground Nuclear Kitchen” (FUNK) il buon Glenn non si presenti tra qualche anno con un “Rage And Passion” o un “Emisphere Melting Over”. In tal caso saremo contenti di sentire sempre la solita minestra riscaldata. Una sufficienza che pesa come un macigno sulla coscienza di Hughes.

TRACKLIST

  1. Crave
  2. First Underground Nuclear Kitchen
  3. Satellite
  4. Love Communion
  5. We Shall Be Free
  6. Imperfection
  7. Never Say Never
  8. We Go To War
  9. Oil And Water
  10. Too Late To Save The World
  11. Where There's A Will
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