GLORIOR BELLI – The Apostates

Pubblicato il 03/04/2018 da
voto
4.5
  • Band: GLORIOR BELLI
  • Durata: 00:47:20
  • Disponibile dal: 06/04/2018
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

La trasformazione musicale della band di Infestvvs/Billy Bayou è ormai irrefrenabile, anche se è difficile dire in che direzione abbia deciso di puntare il combo francese. Se infatti con il precedente “Sundown” avevano messo parzialmente da parte le fascinazioni southern con cui nella seconda parte della loro  carriera si erano invisi buona parte del loro pubblico della prima ora, questo nuovo “The Apostates” diventa, nel corso dell’ascolto, un addio senza troppa nostalgia a qualunque riferimento al black metal degenerato e maligno delle origini. Un’evoluzione che in sé non stupisce, e che ha portato parecchie band a lasciare solchi decisamente tetragoni (e a volte stantii) anche con successo, ma che in questo caso lascia perplessi: qui, a scomparire, è in parte la capacità compositiva, specie in brani banali e decisamente bruttini come “Bedlam Bedamned” e soprattutto la conclusiva “Rebel Reveries”: versione appena più cupa di un midtempo degli As I Lay Dying, e forse nemmeno il pezzo più brutto dell’album – e vi abbiamo detto tutto. Il lavoro non parte male, sotto il segno della doppietta costituita da “Sui Generis” e “Deserters Of Eden”, due brani piuttosto quadrati, sorta di punto di incontro tra un sottotesto black n’roll e l’immediatezza ferale dei loro conterranei Peste Noire; ma già con la titletrack certe pulsioni poco inquadrabili e scarsamente felici iniziano a far capolino dietro il cantato, unico elemento ancora assimilabile, in quasi tutti i brani, al passato della band. Nelle tracce seguenti le cose non migliorano: in “Hangin’ Crepe”, “Jerkwater Redemption” o nella disarmante “Runaway Charley” c’è solo maniera, scarsa incisività e passaggi imbarazzanti che fan pensare come accennato più al metalcore che a una qualsivoglia manifestazione di estremo in musica, a conferma di una sola cosa: come quantomeno ci sia dell’onestà intellettuale in una band che titola “The Apostates” un lavoro in cui rinnega totalmente le proprie radici. Peccato che non abbiano raggiunto, almeno, una nuova e appassionata fede: se in passato infatti i loro titoli evocavano bestie imbizzarrite, alligatori affamati e il caos totale, qui resta solo un po’ di capacità strumentale, la buona produzione di Frédéric Gervais e un fortissimo senso di incompiuto.

TRACKLIST

  1. Sui Generis
  2. Deserters Of Eden
  3. The Apostates
  4. Bedlam Bedamned
  5. Hangin' Crepe
  6. Jerkwater Redemption
  7. Split Tongues Won't Atone
  8. Runaway Charley
  9. Rebel Reveries
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.