GLORIOUS DEPRAVITY – Ageless Violence

Pubblicato il 30/11/2020 da
voto
7.0
  • Band: GLORIOUS DEPRAVITY
  • Durata: 00:30:00
  • Disponibile dal: 27/11/2020
  • Etichetta:
  • Translation Loss

Spotify:

Apple Music:

Dopo i deliri metropolitani dei Pyrrhon e le vibrazioni malinconiche dei Weeping Sores, il cantante/polistrumentista Doug Moore torna a farci visita con un progetto che, coerentemente alla sua vena poliedrica e al suo notevole bagaglio di influenze, lo vede rimescolare ancora una volta le carte in tavola rispetto a quanto fatto in precedenza. Sempre di metal estremo si parla (e non potrebbe essere altrimenti), ma crediamo che il monicker ispirato ai mitici Ripping Corpse la dica lunga su quanto qui la faccenda sia molto più brutale e ‘straight to the point’ di quella contenuta nei recenti “Abscess Time” e “False Confession”, andando a rimestare nella scena death metal dei Nineties con evidente brama di esprimersi attraverso certi registri.
Spalleggiato quindi da altre vecchie conoscenze del circuito newyorkese, tra cui il chitarrista dei Mutilation Rites George Paul, il Nostro tortura nuovamente le proprie corde vocali sulla scia di un metallo della morte parimenti tecnico e impattante, decifrabile e convulso, il quale evita di rifarsi per filo e per segno ad un determinato gruppo/filone in favore di un approccio più libero e spontaneo. Un suono che abbraccia sia la concatenazione di riff assassini della vecchia band di Erik Rutan che le progressioni ingegnose dei Monstrosity di “Millennium” e “In Dark Purity”, passando per una densità di trame giocoforza ispirata a gente come Gorguts, Immolation e Morbid Angel, per un risultato finale curato e pregevole come sovviene ai gruppi capitanati da Moore.
Brani mordaci e ricchi di spunti nonostante la breve durata (trenta i minuti complessivi) scandiscono “Ageless Violence” in un percorso sonoro avvincente e sostanzialmente privo di cadute di stile, il quale – pur non attestandosi ai livelli di certa concorrenza a stelle e strisce – non può che essere definito come un buon punto di partenza per il quintetto della Grande Mela. Episodi come “Ocean of Scabs”, “Incel Christ” e “Hospital Incinerator Blues” sono qui apposta a dimostrarlo.

TRACKLIST

  1. Ocean of Scabs
  2. (In the Clutches of) the Oligarchic Exsanguinator
  3. Incel Christ
  4. The Stone Hammer Swings
  5. Digital Reaper
  6. Hospital Incinerator Blues
  7. Forced to Witness
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.