GLORY OF THE SUPERVENIENT – Glory Of The Supervenient

Pubblicato il 27/12/2016 da
voto
7.5

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Difficile inquadrare fin da subito la proposta dei milanesi Glory Of The Supervenient. Quello che sembra però apparire chiaro è l’intenzione di andare per la propria strada, senza compromessi o senza ammiccamenti o soluzioni smaccatamente d’appeal immediato, un po’ come quel concetto che emerge dal nome stesso della band. Semplificandone la presentazione e la portata ontologica del concetto: la gloria dell’inaspettato. Da sottolineare, però, come l’appeal del primo full length del quartetto milanese abbia dalla sua un’aurea fascinosa e ancora ancestrale, nonostante le sonorità siano dirette verso una modernità assoluta e un compartimento di programmazione informatica decisamente sviluppato. Il lavoro di Andrea Bruzzone, autore di quasi tutti gli arrangiamenti, è infatti capace di strabiliare per i suoi pattern ritmici e concettuali e sempre capace di mantenere salda un’attenzione che per un prodotto tutto strumentale potrebbe scemare in quello che potrebbe diventare un semplice ascolto d’accompagnamento. Il fenomeno djent sembra toccare le corde dei Glory Of The Supervenient, in quelle partiture sincopate e brulle, accompagnate dall’ottimo lavoro di Mauro Scarfia nel sound design, che intesse dei passaggi sonori tipici del timbro Nine Inch Nails ma riuscendo ad ampliare una contaminazione sonora che in brani come “Identities” sembra giungere ad una maturazione incredibilmente già avvenuta per un gruppo al debutto. “Infinite Tangles” è un pastiche sonoro che tira in mezzo i Mogwai più elettronici, gli ultimi Tortoise e i Tesseract più moderni (Acle Kahney risulta infatti autore del master), senza dimenticare il compartimento jazz/fusion che è sempre presente dietro le righe. “Arte libera”, dice Bruzzone. Sdoganata da ogni compendio vincolante per essere apprezzata, intuita o declinata. Il viaggio di questo disco minimale eppure ricco di progressioni e salti di partitura sembra essere un qualcosa di talmente elaborato da sembrare innaturale e unicamente studiato e progettato informaticamente, ma a quanto si può vedere dalle prime esibizioni della band, anche il reparto ‘suonato’ rapisce per il talento dimostrato. “Glory Of The Supervenient” è un ascolto che dovrà avvenire a mente sgombra e senza preconcetti. E che saprà, però, essere convincente fin dal primo minuto. Ci auguriamo il massimo per il futuro di questa formazione incredibilmente intrigante.

TRACKLIST

  1. I: The Destiny
  2. Flexing The Inflexible
  3. Identities
  4. Infinite Tangles
  5. Through The Circles
  6. Encountering The Encounterer
  7. Firewood/Ash
  8. Isolated Earth
  9. The Background
  10. Connections
  11. 11. Path Of The Night
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