GOATPSALM – Beneath

Pubblicato il 09/04/2026 da
voto
5.0
  • Band: GOATPSALM
  • Durata: 00:35:06
  • Disponibile dal: 10/04/2026
  • Etichetta:
  • Aesthetic Death

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Tanto distanti sulla carta, quanto affini e gemellati nel concreto, il mondo della musica ambient e quello del metal hanno incrociato i loro percorsi innumerevoli volte nel passato, finendo per mischiarsi, miscelarsi e scomporsi in una quantità quasi indefinita di varianti, dall’industrial al black metal più marziale, passando per il dungeon synth e molte altre formule che ne hanno mostrato la capacità di fondersi in maniere impreviste ed emozionanti su molti fronti.
Il progetto russo Goatpsalm rientra pienamente in questo vasto calderone, visto che sin dalla loro nascita, risalente al 2009, hanno rilasciato tre (quattro, se si considera anche questo “Beneath”) album ed una collaborazione dove si è sempre unito un versante prettamente rumoristico ad uno fatto di strumenti musicali e voci distorte, secondo un’evoluzione personale che li ha portati ad esplorare varie sfaccettature di questo connubio stilistico.

“Beneath”, ultimo arrivato in ordine cronologico, si concentra primariamente sulla piega più ritualistica della vicenda, andando a comporsi in una mezz’oretta scarsa di invocazioni e preghiere che riportano alla mente alcune ancestrali tribù del passato dalla storia millenaria e dotate di una tradizione magica profonda e misterica.
La breve “Veve Of Smoke And Rum” del resto mette subito in chiaro le cose, e tra sussurri e campanelli, inizia un percorso dove, purtroppo, versante sciamanico e versante suonato non troveranno mai un vero trait d’union solido ed efficace.
Già la successiva “Heart of Damballah Wedo” infatti ci catapulta senza troppi preamboli all’interno di un brano metal fastidiosamente caotico, privo di appigli e dalle soluzioni approssimative e poco sviluppate. Il carattere ritualistico scompare del tutto e si rimane in balia di un miscuglio di generi indefinito e davvero poco incisivo.
Le cose migliorano lievemente con “Spit Soil”: in questo caso almeno, si riesce a distinguere la volontà di comporre un brano death doom alquanto misterioso, dominato da una chitarra solista lancinante ed un riffing in sottofondo invero abbastanza generico ed anonimo.
Anche in questo caso, l’ambient di cui sopra risulta inesistente, pronto a tornare protagonista assoluto nella successiva “Kalbas Whispers Of Death”. Il brano in questione, pur senza il minimo segno di chitarre, voci o batteria, riesce ad evocare sensazioni piuttosto suggestive, che non trovano però sviluppo nell’incipit della conclusiva “Exequies”, lunghissimo brano finale dove il metal dei Goatpsalm torna inizialmente a farsi sentire senza particolari scossoni o emozioni.
In maniera brusca ed improvvisa però, la canzone torna a spingere sul lato esoterico, chiudendosi dapprima con una paurosa litania ultraterrena, e poi con quasi tre minuti di silenzio assoluto, sigillo emblematico di un lavoro che ci sembra abbia davvero poco da dire in quanto ad intensità ed inventiva.

Soprassedendo sulla scarsa originalità delle parti doom, ad infastidire di più è la totale mancanza di unione tra parti atmosferiche e parti pesanti, palesemente unite con la forza e prive di una gradualità che le renda avvincenti ed interessanti, finendo per configurarsi come un piatto collage di momenti incongruenti ed opposti tra di loro.

 

TRACKLIST

  1. Veve Of Smoke And Rum
  2. Heart Of Damballah Wedo
  3. Spit Soil
  4. Kalbas Whispers Of Death
  5. Exequies
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