GOD DETHRONED – Passiondale

Pubblicato il 30/04/2009 da
voto
7.0
  • Band: GOD DETHRONED
  • Durata: 00:38:01
  • Disponibile dal: 24/04/2009
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

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Persi per strada il chitarrista Isaac Delahaye e il batterista Arien Van Weesenbeek, entrambi passati agli Epica, si prospettava un cambio di direzione per i God Dethroned, considerato anche il ritorno di Roel Sanders alla batteria, colui che aveva suonato nei feroci "The Grand Grimoire" (1997) e "Bloody Blasphemies" (1999). Gli indizi insomma erano tanti, non ultimo il buon Henri Sattler tornato a essere il motore principale dietro al songwriting della formazione, e infatti "Passiondale", un concept album sulla Prima Guerra Mondiale, suona proprio come ce lo si aspettava: veloce, malvagio ed epico. L’approccio più vicino al melodic death-thrash dell’ultimo "The Toxic Touch" è stato completamente abbandonato dai God Dethroned in questa nuova fatica, in favore di un "back to the roots" che, come ovvio, si configura in un sound assai vicino a quello dei dischi di metà carriera della formazione olandese… quei concentrati di riffing slayeriano, accelerazioni death-black e calibrati spunti epico-melodici che all’epoca valsero ai nostri il contratto con la Metal Blade e tanti fortunati tour di spalla ai nomi grossi della scena. Facile quindi che ad alcuni "Passiondale" possa apparire come un puro e semplice riciclo di vecchie idee, tuttavia è il caso di sottolineare come quella vecchia volpe di Sattler sia qui riuscito il più delle volte a evitare di scrivere brani troppo simili alle vecchie hit, mantenendo per quanto possibile un approccio piuttosto fresco. Facendo molto leva sul concept trattato nei testi, il Nostro ha infatti giocato parecchio con le atmosfere epiche, alternando in quasi ogni canzone sfuriate abrasive e parti più ragionate, con risultati mediamente apprezzabili. A dire il vero, non abbiamo molto gradito gli esperimenti con le clean vocals rintracciabili in "Poison Fog" e "No Survivors" (non abbiamo idea di chi sia l’ospite, ma l’interpretazione di quest’ultimo ha poco carattere), ma nulla da dire sulla strutturata "Drowning in Mud" e sulla anthemica title track, che rientrano senz’altro fra i migliori brani del repertorio dei God Dethroned. Notevole anche "No Man’s Land": sparatissima e forte di uno stacco thrash nel mezzo che farà sicuramente sbattere decine di teste. In sintesi, un bel ritorno per gli olandesi… sotto certi aspetti prevedibile, tuttavia ispirato e genuino a sufficienza per mandare in brodo di giuggiole i loro vecchi fan. The sniper never sleeps!

TRACKLIST

  1. The Cross of Sacrifice
  2. Under a Darkening Sky
  3. No Man's Land
  4. Poison Fog
  5. Drowning In Mud
  6. Passiondale
  7. No Survivors
  8. Behind Enemy Lines
  9. Fallen Empires
  10. Artifacts of the Great War
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