GOD DETHRONED – The Toxic Touch

Pubblicato il 07/11/2006 da
voto
6.5
  • Band: GOD DETHRONED
  • Durata: 00:39:17
  • Disponibile dal: 23/10/2006
  • Etichetta:
  • Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

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“Mentre tutti ci conoscono come una band con un buon mix di parti melodiche e brutali, la gente ci apprezza soprattutto per il groove a la melodia, specialmente dal vivo. Il nuovo album riflette tutto ciò più che mai”. Queste le parole con le quali Henri Sattler presenta al pubblico il nuovo album dei suoi God Dethroned, “The Toxic Touch”. La dichiarazione d’intenti è evidente: i ragazzi, appesi tra brutalità e melodia almeno da tre album a questa parte, hanno scelto la loro strada e, come conseguenza di tale scelta, i blast beat in questo nuovo album sono ridotti all’osso, mentre i chorus vengono caricati di una vena melodica estremamente accentuata rispetto al passato. Non è dato sapere se sia vera la motivazione di questo rinnovamento stilistico: può essere vero che i God Dethroned abbiano interpretato il volere del loro pubblico, oppure, più prosaicamente, potrebbero avere trovato una strada più semplice verso il successo. Comunque sia, al di là di queste questioni di lana caprina, gli olandesi ci regalano un lavoro più che discreto, che non tradisce quanto fatto da “Into The Lungs Of Hell” in poi, ma accentua la melodia già presente all’interno del DNA della band. I ragazzi non compongono da anni brani blackeggianti, virando su un death metal con influenze thrash. Ora il thrash è diventato la componente predominante, ma rasoiate chitarristiche e assoli al fulmicotone sono un po’ messi in disparte in favore di un approccio molto groovy a tratti di matrice svedese, con una spruzzatina di Kreator di metà anni Novanta. Vero punto di forza sono il riffing di Sattler e di Isaac Delahye, da manuale del genere, che riesce sempre a caratterizzare ogni traccia pur facendo risultare molto coeso il lavoro preso nella sua interezza. Eccezionali poi alcuni chorus, come quello di “Falling Down”, efficacissimo nella sua semplicità. “On Wings Of Pestilence” invece, sebbene abbia un ritornello troppo fiacco, stile ultimi Soilwork, è un brano eccellente, dotato di una verve melodica da dieci e lode. Nel complesso quindi la band ha subito un’evoluzione (o involuzione, a seconda dei punti di vista) che però era attesa da anni e, nonostante ciò, ha saputo mantenere una freschezza compositiva eccellente. Non il miglior album della band, ma comunque un buon lavoro: ora vedremo dove porterà questa nuova strada, facile ma allo stesso tempo piena di insidie.

TRACKLIST

  1. Faithless
  2. Hating Life
  3. 2014
  4. Falling Down
  5. On Wings Of Pestilence
  6. The Day You Died
  7. Away From Emptiness
  8. Macabre World
  9. Typhoid Mary
  10. Fail To Exist
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