GOD FORBID – I V: Constitution Of Treason

Pubblicato il 07/10/2005 da
voto
6.5
  • Band: GOD FORBID
  • Durata: 00:50:23
  • Disponibile dal: 19/09/2005
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Self

Andiamo immediatamente al sodo, senza alcun tergiversare: i God Forbid, con il loro nuovo e parecchio atteso “IV: Constitution Of Treason”, hanno cercato senza ombra di dubbio di andare ad occupare quella sezione di cosmogonia metallica, fin’ora pressoché vuota, che sta fra il metal-core ed il thrash oscuro ed evoluto dei Nevermore. Il concetto di base della rentrée discografica del quintetto del New Jersey, a parere di chi scrive, è tutto qui: il successore dell’acclamato “Gone Forever” è infatti un disco ambizioso e complesso, difficile da comprendere subitamente e bisognoso di più e più ascolti per essere apprezzato appieno. Fin dalla profetica copertina di un sottotono Travis Smith, si comprende come la band dei fratelli Doc e Dallas Coyle abbia voluto fornire una prova di grande impatto ed impressione, almeno sulla carta. L’album è ovviamente un concept, diviso in tre capitoli, denominati, facendo giustamente riferimento alla Costituzione del titolo, “articoli”: nell’ordine, Article I: Twilight Of Civilization, Article II: In The Darkest Hour, There Was One e Article III: Devolution, raccontano una storia epica e apocalittica, sfociante in politica e critica sociale…sicuramente non una novità assoluta, anzi, però i buoni intenti per proporre qualcosa di interessante ci sono davvero tutti. Inevitabilmente, come già accennato sopra, la musica di “IV: Constitution Of Treason” va ad assumere sembianze intricate e poco immediate, almeno se rapportata alla media d’oggigiorno delle uscite metal-core: il mood generale del disco è molto cupo, molto nevermoriano, anche se non drammatico e tragico come solo Dane e compagni sanno rendere un disco thrash metal. Ci sono molte parti acustiche, molti cambi di tempo, mai fini a se stessi ma anche mai sorprendenti o speciali. Byron Davis, alternante in egual quantità il timbro pulito al suo solo discreto screaming, spesso e volentieri si cimenta in passaggi melodici e strofe che portano immediatamente alla mente le cadenze vocali dei Nevermore più evocativi; non siamo di fronte ad un plagio, sia chiaro, ma l’influenza è piuttosto netta. Poi i God Forbid ci mettono anche del loro, ovvio, soprattutto grazie ai rallentamenti mosh e alle ritmiche triggerate di chitarra, per la verità fin troppo ripetitive (i breakdown da mosh sono pallidamente tutti uguali!), ma l’impressione di un appannamento compositivo del combo, seppur non clamoroso, rimane in primo piano. Brani come “The Lonely Dead” e “Under This Flag” sono davvero troppo confusionari, privi di mordente e praticamente senza momenti memorizzabili; molto meglio, al contrario, “Into The Wasteland”, “Crucify Your Beliefs” e la commovente “To The Fallen Hero”, di certo l’highlight del lavoro. Non si tratta di una bocciatura, ci mancherebbe…solo che, nel meritorio tentativo di distaccarsi dal trend e andare alla ricerca di strade alternative, i God Forbid sembra abbiano scelto quella più impervia da percorrere. Disco che salirà di quotazione con gli ascolti. Per ora è da sufficienza abbondante.

TRACKLIST

  1. The End Of The World
  2. Chains Of Humanity
  3. Into The Wasteland
  4. The Lonely Dead
  5. Divinity
  6. Under This Flag
  7. To The Fallen Hero
  8. Welcome To The Apocalypse ( Preamble )
  9. Constitution Of Treason
  10. Crucify Your Beliefs
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