GODSMACK – Faceless

Pubblicato il 21/05/2018 da
voto
8.5
  • Band: GODSMACK
  • Durata: 00:47:19
  • Disponibile dal: 08/04/2003
  • Etichetta: Universal Music Enterprises
  • Distributore: Universal

Nel 2003 il fenomeno nu-metal è ormai prossimo all’implosione, con i principali protagonisti dell’epoca (dai Limp Bizkit di “Results May Vary” ai Linkin Park di “Meteora”, passando per i Korn di “Take A Look Into The Mirror” e gli Staind di “14 Shades Of Grey”) incapaci di bissare il successo ottenuto due-tre anni prima. Tra i pochi gruppi in controtendenza, insieme ai Sevendust e agli Spineshank, sono da annoverare sicuramente i Godsmack, assurti agli onori delle cronache nel ’98 con l’omonimo debutto e due anni dopo con “Awake”, ma definitivamente esplosi commercialmente con “Faceless”, capace di conquistare la vetta delle Billboard Chart. Pur senza tradire le proprie origini grunge – come noto la formazione di Boston nasce a metà anni ’90 come coverband degli Alice In Chains, da cui hanno mutuato monicker, logo e finanche il titolo dal quasi omonimo “Facelift” -, questo terzo lavoro riprende a livello ritmico il groove liquido tipico nu-metal più claustrofobico in voga all’epoca (merito anche del nuovo entrato Shannon Larkin, già dietro al drumkit di Amen e Ugly Kid Joe), mantenendo però un taglio hard-rock tale da permettere loro di distinguersi dalla massa, principalmente grazie agli immancabili assoli di Tony Rombola e all’inconfondibile timbrica di Sully Erna, a sua volta un ibrido tra Layne Staley e James Hetfield. Ad aprire il disco, preceduto da rumori di guerra nello stile di “One” dei Metallica, il primo singolo “Straight Out Of Line”, perfetto esempio alla stregua di “Make Me Believe” e “Re-Align” di quella fusione tra riffoni in stile Disturbed / Sevendust e un cantato più hard-rock (lontano anni luce dal rap tanto di moda all’epoca), atto a creare un sound attuale anche a quindici anni di distanza. Se nel mezzo meritano di essere citate anche la più nevrotica title-track e la più melodica “Changes”, che darà poi il titolo ad un DVD l’anno successivo, l’altro pezzo forte del disco è sicuramente la smash-hit “I Stand Alone”, entrato nell’immaginario collettivo grazie alla soundtrack del “Re Scorpione” (trascurabile spin-off di “La Mummia”, in cui esordisce come attore protagonista The Rock) e al videogioco “Prince Of Persia: The Warrior Within”. Ridurre il successo planetario delll’album ad un paio di singoli azzeccati sarebbe tuttavia riduttivo, ed infatti anche il lato B, pur senza raggiungere i livelli di eccellenza delle tracce sopra citate, mantiene un buon livello di songrwiting, mostrandoci un lato più legato ai classici stereotipi di genere – le lyrics rabbiose di “I Fucking Hate You”, il semi-rappato con giro di basso in primo piano su “Releasing The Demons” -, ma comunque efficace se collocato nel giusto contesto temporale. Se “Dead And Broken” e “I Am” poco o nulla aggiungono a quanto già sentito (se non un’ulteriore conferma circa la varietà compositiva della sezione ritmica), la conclusione affidata alla strumentale “The Awakening” e alla ballata acustica “Serenity”, questa sì decisamente vicina agli Alice In Chains, riporta il disco sui livelli di eccellenza, confermandolo come lo zenit compositivo del quartetto di Boston. I responsi entusiastici, testimoniati dal successivo tour mondiale con i Metallica e dall’EP acustico arrivato nella Top 5, finiranno con l’affossare il gruppo in un’aurea mediocritas da cui solo negli ultimi anni sembrano voler uscire; ma “Faceless” resta comunque un tassello fondamentale nella scena alternative/nu d’inizio millennio.

TRACKLIST

  1. Straight Out Of Line
  2. Faceless
  3. Changes
  4. Make Me Believe
  5. I Stand Alone
  6. Realign
  7. I Fucking Hate You
  8. Releasing The Demons
  9. Dead And Broken
  10. I Am
  11. The Awakening
  12. Serenity
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