GODYVA – Planetarium

Pubblicato il 12/06/2008 da
voto
7.0
  • Band: GODYVA
  • Durata: 00:48:30
  • Disponibile dal: 21/04/2008
  • Etichetta:
  • Razar Ice Records
  • Distributore: Masterpiece

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Piacevole ritorno quello dei Godyva, band originaria della provincia di Bari che ha riscosso discreto successo un paio d’anni fa con il brillante debutto “In Good And Evil” e si propone oggi con il secondo capitolo della propria discografia di bissare quanto di buono mostrato fin’ora. Il sound della band tricolore resta debitore di un gothic metal sufficientemente moderno, ma le canzoni appaiono meglio focalizzate e incise, soprattutto nella prima parte, rispetto alla precedente release. Le caratteristiche tipiche del gothic sound ci sono tutte: atmosfere sofferte, inquiete e struggenti interpretate alla perfezione dalla voce versatile di Lady Godyva, capace di spaziare con abilità su tonalità differenti, intervallate da scorci di growl o parti recitate maschili; le tastiere abbracciano spesso le calde note del pianoforte, senza dimenticare l’approccio sinfonico e piacevoli excursus elettronici risultando varie e decisive nell’economia globale. Più tradizionalista la sezione ritmica e le chitarre di Anto che mantengono viva l’anima metallica con accelerazioni improvvise e sonorità ruvide e potenti. Un ottimo mix di influenze che riescono fra l’altro a sgombrare la visuale dai soliti paragoni con colleghi più affermati, nonostante qualche inevitabile assaggio di Lacuna Coil, After Forever e Within Temptation si faccia sentire tra le note dell’album. Al di là di queste importanti premesse, tuttavia, a far guadagnare ulteriore terreno al quintetto pugliese è l’ottima qualità delle nuove composizioni, riscontrabile nell’impatto dell’opener “The Ark”, nelle bellissime melodie di “Mary In Blood” e della titletrack, senza dimenticare il cocktail mortale di “My Inner” capace di sovrapporre nella stessa canzone parti sinfoniche, inserti electro e debordanti accelerazioni in doppia cassa. Finale in leggero calo (ad eccezione dell’ottima “No Fault”), caratterizzato da brani leggermente più compatti, dove la brillantezza delle linee vocali e degli arrangiamenti perde qualche colpo senza macchiare un ottimo lavoro da considerare un deciso e forse decisivo passo in avanti per la band.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. The Ark
  3. Innocent
  4. Mary In Blood
  5. Deep Inside
  6. Planetarium
  7. My Inner
  8. Black Door
  9. On The Floor Of Ice
  10. No Fault
  11. God Is Fallen
  12. Outro
  13. Innocent (acoustic version)
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