GOMORRA – Divine Judgement

Pubblicato il 18/05/2020 da
voto
5.0
  • Band: GOMORRA
  • Durata: 00:42:40
  • Disponibile dal: 22/05/2020
  • Etichetta: Noble Demon Records
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Dopo che nel marzo dello scorso anno era balzato agli onori della cronaca metallara per essere stato scelto da Schmier come secondo chitarrista dei Destruction, andando così ad affiancare l’eterno Mike, Damir Eskic torna oggi protagonista ridando vita al suo precedente gruppo, gli svizzeri Gonoreas. E lo fa ripartendo praticamente da zero: con un monicker nuovo di zecca, Gomorra, ed una line-up che vede, tra gli altri, alla batteria il suo ex compagno Stefan Hösli. Completata la squadra con il singer Jonas Ambühl, il bassista Nico Arduser (entrambi già negli Atlas & Axis) e Dominic Blum come collega delle sei corde, l’obiettivo di Eskic era quello di creare un progetto in cui heavy, power e thrash trovassero il giusto connubio, evolvendo in una formula rocciosa e coinvolgente nel medesimo tempo. Un tentativo che purtroppo è andato clamorosamente a vuoto. Le ombre del qui presente “Divine Judgement” sovrastano nettamente le pochissime luci, fioche e senza la giusta carica emotiva. Annunciato dalla Noble Demon Records per l’inizio di aprile, ma posticipato, per i motivi che tutti conosciamo, per la seconda metà del mese di maggio, l’album d’esordio dei Gomorra si protrae per una quarantina di minuti senza regalare il benché minimo spunto degno di nota. Seguendo la linea di un heavy power di stampo teutonico, il gruppo svizzero non riesce mai ad ammaliare l’ascoltatore né dal punto di vista della qualità sonora né tanto meno in quello riservato alle liriche.
Il songwriting, la titletrack e “Hope For The Righteous” sono gli esempi più lampanti, è sostanzialmente debole e privo d’inventiva: carenza che, unita alla staticità ritmica dei vari brani, convoglia in una più che prevedibile noia generale, in cui riff sparati a destra e manca s’intervallano ad assoli scarichi e senza mordente. Sorretta da una produzione non certo impeccabile, la band elvetica non da mai l’impressione di poter decollare e nemmeno la discreta ugola di Ambühl riesce a togliere le castagne dal fuoco anzi, come il resto della compagnia, viene risucchiato nel vortice dell’anonimato che contraddistingue l’intero “Divine Judgement”. Mancanza assoluta di varietà che trova un’ulteriore testimonianza nell’incredibile monotonia di minutaggio dei singoli pezzi: ben nove brani su dieci (intro esclusa) superano di una ventina di secondi i quattro minuti, quasi a voler replicare una regola d’esecuzione tutt’altro che vincente. Si salva dal baratro “Cleasing Free” che, guarda caso, è anche l’unico episodio che si stacca dal diktat cronometrico appena menzionato. Un lieve risveglio che non va sicuramente a migliorare l’andamento globale di un debutto tutt’altro che entusiasmante. Conosciamo bene quale fu l’epilogo della mitica città di Gomorra: ci auguriamo che la band del buon Eskic trovi la giusta strada per evitare la medesima sorte.

TRACKLIST

  1. Canaan
  2. Gomorra
  3. Flames Of Death
  4. Hope For The Righteous
  5. Out Of Control
  6. Brother We're Damned
  7. The City Must Fall
  8. Children Of The Land
  9. Cleasing Free
  10. Angels Amongst Us
  11. Never Look Back
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