7.5
- Band: GORGE
- Durata: 00:27:53
- Disponibile dal: 27/08/2026
- Etichetta:
- Time To Kill Records
Dopo un paio di demo rilasciati in rapida successione nel corso del 2025, e una manciata di apparizioni live fra Belgio, Italia e Regno Unito, per i Gorge è già tempo di confrontarsi con il formato full-length, a ribadire come nel loro percorso musicale non vi sia tempo da perdere.
Un ruolino di marcia che, in un’epoca di consumi frenetici e fenomeni destinati a nascere e morire nell’arco di poche stagioni, non può dirsi così raro, riflettendosi talvolta in opere dal contenuto affrettato o acerbo, ma che nel caso del duo lombardo dà effettivamente l’impressione di nascere da un’urgenza reale e impellente; una spinta interiore dai connotati duri e ostili, simili a quelli di una periferia metropolitana degradata, la cui energia viene poi riversata in un death metal ‘amarcord’ che però evita i confronti più facili e scontati.
I Nostri, cresciuti nel mondo hardcore e poi accolti in quello del metal estremo (Edoardo Nicoloso è dal 2023 il batterista dei Fulci), guardano infatti a una nicchia ben specifica del death metal americano di metà/tardi anni Novanta, ossia quella scavata nell’East Coast da gruppi come Dehumanized, Dying Fetus, Pyrexia e Scattered Remnants, per una proposta che vive anzitutto di ignoranza e groove trasformati in autentici pilastri espressivi.
Uno stile tornato inaspettatamente a riecheggiare nell’underground internazionale (basti pensare ad altre giovani realtà come Corpse Pile e Final Resting Place), e che i ragazzi di Pavia, sotto l’egida della Time to Kill, interpretano con un piglio deciso che sa già di affidabilità e sicurezza per coloro in cerca di certi suoni feroci e cadenzati.
Basterà infatti mezzo ascolto per capire come in “Deeds of Horror” si trovino alcuni dei riff più trascinanti e coinvolgenti uditi ultimamente in questo campo, anche se sarà solo con le successive fruizioni che la cura riposta nel confezionamento della tracklist verrà del tutto a galla, chiarendo come dietro a tanto impatto vi sia un songwriting dinamico e – a suo modo – ingegnoso, nel quale brutal death metal e hardcore si alimentano a vicenda senza cedere il passo a sensazioni di piattezza o ridondanza.
Ovvio, bene o male le soluzioni impiegate sono sempre quelle, fra parentesi mosh enormi, incursioni più tese e doppi assalti vocali, e naturalmente non è in questo aspetto che risiede la forza dei Gorge, quanto piuttosto nella capacità di incanalare i suddetti elementi in un flusso efficace e scorrevole, con episodi come l’opener “Sacred Misconception”, “Mortal Decimation (Deeds of Horror)” e “Unhinged Punishment” (in cui appare anche l’ex frontman dei Disgorge, Angel Ochoa) a racchiudere al meglio lo spirito violento e stradaiolo del progetto; un pugno chiuso che si abbatte ritmicamente fino a macchiare di sangue l’asfalto.
Persino l’interludio posto a metà dell’opera, sfociando nella melodia e in un mood vagamente ombroso, dimostra di avere un suo perché, mentre la produzione – fedele all’estetica del filone, con un suono di rullante secchissimo – non risulta comunque povera o disadorna, esaltando il tiro e lo spessore delle chitarre.
Difficile, a conti fatti, che gli appassionati delle forme death metal più groovy e imbastardite con l’hardcore abbiano qualcosa da ridire alla mezz’oretta scarsa di questo esordio, specie una volta messi di fronte a riff in grado di rileggere in maniera così convincente la lezione di classici come “Killing on Adrenaline” e “Prophecies Foretold”.
