GORGOROTH – Instinctus Bestialis

Pubblicato il 03/06/2015 da
voto
6.0
  • Band: GORGOROTH
  • Durata: 00:31:13
  • Disponibile dal: 08/06/2015
  • Etichetta: Soulseller Records
  • Distributore:

I Gorgoroth sono di Infernus, che già con “Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt” ha dimostrato di esser tornato il leader della sua stessa creatura. Cosa aspettarci dal nuovo e decimo studio album della storica black metal band norvegese? Logico sarebbe stato attendere una release volta alla conservazione del ‘true’ black metal sebbene i tempi ruggenti siano ormai lontanissimi, dunque un erede migliore di “Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt”. Invece stavolta Infernus sembra voler stare al passo coi tempi, un po’ come avevano fatto i Gorgoroth sino a “Ad Majorem Sathanas Gloriam”, trascinati a quel tempo da Gaahl e King Ov Hell. Diciamo subito che il nuovo “Instinctus Bestialis” è un più che discreto e valido album black metal, di certo superiore a molte uscite del genere in questo periodo, ha soltanto il ‘piccolo’ difetto di essere uscito sotto il monicker Gorgoroth. Non che Infernus abbia qui rinnegato il proprio passato o rivoluzionato irrimediabilmente il sound, ma il trademark è indubbiamente diverso, lontano dall’ortodossia di “Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt” ed i fan di vecchia data non ne saranno entusiasti. I Gorgoroth, come molti dei gruppi storici black metal, ancora attivi sulla scena negli Anni 2000 e specialmente nell’ultimissimo periodo, stanno inevitabilmente vivendo di rendita perchè sono diversi lustri che nessuno è più capace di produrre un capolavoro. I problemi, grossi, di line-up avuti dalla band nel recente passato non devono essere una scusante. I Gorgoroth dunque cambiano pelle, dall’etichetta nuova (Soulseller Records), al cantante Atterigner (proveniente dai Triumfall) che ha il compito impossibile di non far rimpiangere due grandi singer quali Gaahl e Pest. La sezione ritmica non è cambiata: ci sono sempre il bassista statunitense Frank Watkins (in arte Bøddel) ed il batterista Tomas Asklund. E’ proprio la sezione ritmica ad essere il perno centrale di questo nuovo lavoro, il punto di forza di una release pesante, martellante e dinamica. Tecnicamente la band ha fatto un salto in avanti e lo dimostra già la bella opener “Radix Malorum” il cui main riff non ve lo toglierete tanto facilmente dalla mente. Il biglietto da visita è invitante, non passa inosservata però una certa vena melodica nel riffing di Infernus, una sensazione che si rivelerà più che fondata nell’ascolto dell’intero lavoro. Si parte dunque con il black metal puro, ma su “Instinctus Bestialis” non mancano i devastanti mid-tempo death/black, già a cominciare dalla successiva “Dionysian Rite”. C’è persino spazio per qualche tappeto di tastiere vecchio stile come sull’inizio del brano seguente. Atterigner comunque si dimostra un buonissimo cantante ed il suo screming è intriso d’odio. Il suo timbro basso riesce fortunatamente a donare ai Gorgoroth un po’ di oscurità, caratteristica per il resto assente su quest’album. Questo avrebbe potuto essere un album grandioso se solo il riffing fosse stato differente, magari sempre vagamente melodico, ma grezzo ed istintivo come quello su “Open The Gates” dell’era “Destroyer”. Ma quei Gorgoroth purtroppo non ci sono più, la loro ombra è svanita con “Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt”. Ascoltando il breve assolo su “Burn In This Light” fa venire il dubbio su quale sia il colore della fiamma che anima oggi questa band. Se il colore è ancora nero, è sbiadito assai. Non è colpa di Atterigner se questi Gorgoroth ancora una volta hanno deluso i propri fan, non è colpa dell’ottima produzione, nè del sound potente sprigionato dalla band e dai mid tempo devastanti. Forse il problema sta nella mente di Infernus, ancora indeciso in questi ultimi anni su quale strada far intraprendere alla propria creatura, ma dopo dieci release in studio la via da seguire doveva già essere ben che nitida da tempo. E se il problema nei Gorgoroth è Infernus allora c’è veramente da preoccuparsi. Peccato, un’altra occasione mancata per far rivivere il glorioso passato. Questo valido album ha un’unica colpa: quella di uscire sotto il nome Gorgoroth.

TRACKLIST

  1. Radix Malorum
  2. Dionysian Rite
  3. Ad Omnipotens Aeterne Diabolus
  4. Come Night
  5. Burn In His Light
  6. Rage
  7. Kala Brahman
  8. Awakening
5 commenti
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