GORRCH – Stillamentum

Pubblicato il 20/01/2026 da
voto
8.0
  • Band: GORRCH
  • Durata: 00:37:18
  • Disponibile dal: 30/01/2026
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music

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Dopo un’attesa protratta per anni, i Gorrch tornano con “Stillamentum”, un secondo full-length che giustifica pienamente il tempo trascorso fra un’uscita e l’altra. Non si tratta di una semplice continuazione di quanto già fatto, ma di un lavoro che riflette una crescita evidente, tanto nello sviluppo del songwriting quanto nella definizione di una personalità ormai riconoscibile. Come una parete dolomitica plasmata lentamente dall’erosione, il disco dà infatti l’impressione di essere stato levigato con pazienza, senza fretta, fino a trovare un equilibrio naturale fra asperità e solidità.

La proposta del duo veneto si muove entro coordinate black metal ben precise, ma rifinite con intelligenza e misura, mostrando una vena sottilmente tecnica che non viene mai ostentata. “Stillamentum” trova anzi un compromesso agile fra ricerca in chiave dissonante, atmosfera e impatto immediato, evitando tanto l’eccesso di cerebralismo quanto la semplificazione brutale. La complessità emerge piuttosto nel dettaglio: nei cambi di accento, nelle variazioni ritmiche, nelle sovrapposizioni di linee che si incastrano con precisione quasi carsica, scavando lentamente sotto la superficie (vedi episodi come “Cryptæ” o “Phlegma”). I cori puliti, usati con senso della misura, sembrano talvolta provenire da lontano, ampliando il ventaglio emotivo senza quindi mai scivolare nello stucchevole, quasi come fenditure luminose nella roccia scura dell’impianto strumentale. È una soluzione che amplia la gamma di soluzioni e rende la proposta più completa senza snaturarla, come un nuovo ventaglio di sfumature di grigio. L’album, di conseguenza, non appare mai eccessivamente astruso, perlomeno a orecchie allenate: la band ha in dote un’emotività innata e calibra con attenzione tensione e rilascio, evitando strutture troppo rigide o prevedibili, preferendo un flusso più organico, simile a quello dell’acqua che scava il suo percorso senza seguire traiettorie geometriche.

Rispetto al passato – il debut album “Nera Estasi” e il mini “Introvertere”, ad esempio – si nota quindi un’evoluzione significativa nella gestione delle dinamiche e del linguaggio strumentale: se nei primi lavori i momenti più distesi coincidevano spesso con rallentamenti evidenti, qui i Gorrch riescono a creare spazi di respiro anche mantenendo il ritmo sostenuto. Le trame diventano più sospese e ‘aperte’, come ampi pianori d’alta quota che si dischiudono senza che il cammino perda slancio, e sono sorrette da soluzioni chitarristiche articolate ma sempre funzionali al brano. La chitarra si muove con disinvoltura fra registri diversi, alternando lame secche e aperture più ampie, mentre la batteria incalza fermamente, con un lavoro preciso e controllato che funge da basamento roccioso, solido ma mai statico.

Anche questa volta, non mancano, qua e là, richiami ai Thorns del debutto omonimo, soprattutto per l’afflato gelido dell’impostazione strumentale e alcune inflessioni del riffing. Tuttavia, si tratta ormai di accenni sporadici, come strati affioranti di una roccia più antica, e non di un riferimento strutturale. In questo senso, i Gorrch hanno ormai trovato una loro vena espressiva, sferzante e al contempo espansiva, e la stanno esplorando con disinvoltura, senza vincoli rigidi a stilemi prestabiliti. Infine, anche la durata complessiva gioca a favore del disco: “Stillamentum” è compatto, mai troppo lungo, esaustivo nel suo sviluppo. Come una salita ben tracciata, non presenta deviazioni superflue e conduce a una vetta che ripaga l’ascolto con una visione ampia e nitida. In un panorama black metal spesso sovraccarico o autoreferenziale, questo lavoro si impone per lucidità, sostanza e controllo dei mezzi, candidandosi senza esitazioni a primo vero highlight dell’anno nel genere.

 

TRACKLIST

  1. Nimbus
  2. Vorago
  3. Larvæ
  4. Cryptæ
  5. Angor
  6. Phlegma
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