GOST – Rites Of Love And Reverence

Pubblicato il 04/08/2021 da
voto
7.5
  • Band: GOST
  • Durata: 00:44:06
  • Disponibile dal: 13/08/2021
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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James Lollar si conferma un trasformista, un musicista sinceramente curioso, che non si limita a giocare con generi tra loro diversi per compiacere il pubblico (o la dancehall meno canonica). È di fondo il portabandiera di una nuova generazione synth-pop, che allarga gli orizzonti guardando anche ai Soft Cell, ai New Order (“Embrace The Blade”), così come all’industrial metal.
In “Rites Of Love And Reverence” restano marcate le coordinate a cavallo tra dark music anni Ottanta, synthwave – comunque meno in the face rispetto a ben noti colleghi – e quel cantato suadente e a tratti vampiresco che ci aveva fatto già citare in passato Marilyn Manson come riferimento. È un elemento particolarmente percepibile nell’affascinante “Burning Thyme”, una ballad atipica, dove si fondono un mandolino, la batteria marziale e una linea vocale sinuosa, fino alla tagliente linea di basso e al florilegio di sample sul finale, a dimostrazione dell’eclettismo musicale del texano. Negli altri brani si trova di tutto un po’, senza però il temibile fantasma del minestrone nostalgico fine a se stesso. Passaggi in cui i synth vengono sostituiti da un pianoforte spettrale, lasciato solo e nudo a evocare sensazioni (ancora più) disturbanti, brani esaltanti e sincopati come “A Fleeting Whisper” (non priva di elementi post punk) o “We Are The Crypt”; l’evocativa e dark “November Is Death”, con le sue ritmiche danzerecce. O ancora “Coven”, la canzone più vicina a quanto fatto dall’amico Perturbator, grazie agli stacchi elettronici più marcati. Sul finale del disco non mancano altri elementi spuri: è il caso di “Bell, Book And Candle”, più sperimentale e rarefatta, e collocata furbamente prima della conclusiva “Bound By Horror”, insieme esplosiva e maligna.
Potremmo definirlo il brano che chiude il sabba alle prime luci dell’alba, metafora poi non così fuori tema, dato che vi è anche un concept sottotraccia per tutto il disco, con testi dedicati alla stregoneria; in particolare dal punto di vista della psicosi della società verso tale tema, e come questa abbia influito sul mondo femminile, a testimonianza di come GosT non sia solo un divertissement per far ballare i metallari meno ortodossi.

TRACKLIST

  1. Bell, Book And Candle (feat. Bitchcraft)
  2. Bound By The Horror
  3. The Fear
  4. A Fleeting Whisper
  5. We Are The Crypt
  6. Blessed Be
  7. November Is Death (feat. Bitchcraft)
  8. Embrace The Blade
  9. Coven
  10. Burning Thyme
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