GRAAL – Legends Never Die

Pubblicato il 14/04/2011 da
voto
6.5
  • Band: GRAAL
  • Durata: 00:48:50
  • Disponibile dal: 10/02/2011
  • Etichetta:
  • Blood Rock Records

Negli ultimi anni si è visto un crescente numero di band vogliose di riproporre il sound del rock e del metal di quarant’anni fa, periodo in cui tutto ebbe inizio. Se da una parte non si può negare che  nell’underground il fenomeno ci sia sempre stato, se così si può dire, sono i gruppi con mezzi finanziari importanti e grosse produzioni alle spalle quelli cui va il "merito" di aver fatto divenire tutto ciò una moda con differenti risultati in termini di qualità. In questa sede però ci interessa parlare di un gruppo tutto italiano che senza ombra di dubbio propone certe sonorità solamente per passione, visto che la sua realtà è ben ancorata all’underground. Siamo quindi lieti di parlarvi dei romani Graal, quintetto con una certa esperienza giunto al suo terzo sigillo in studio. I capitolini hanno fatto propria la lezione dei maestri dei seventies – che, parafrasando il titolo, sono appunto leggende che non muoiono mai – e ad essa si sono ispirati per dar vita all’hard prog di questo lavoro in cui la principale influenza è individuabile nei primi Uriah Heep. Se quindi l’anima più rock dei Graal collima perfettamente con quella della band di Mick Box, è dall’altra parte dell’oceano e più precisamente dai Kansas che arriva l’attenzione per le melodie e il gusto per gli arrangiamenti barocchi, mentre si torna in Inghilterra dalle parti degli Atomic Rooster che possono essere chiamati in causa per un certo uso ipnotico delle tastiere. Tutte ciò viene filtrato nella proposta della band che, come si evince dal monicker e dal titolo dell’album, rivede il tutto in ottica medieval-folk senza perdere però un’oncia della primigenia energia del rock duro da cui pesca. "Legends Never Die" è un disco che piacerà di sicuro agli amanti del genere ma che, data la qualità "solamente" discreta dei brani in scaletta, potrebbe dopo qualche ascolto annoiare tutti coloro i quali sono sì attratti da certe sonorità ma che non ne fanno una questione di fede.

TRACKLIST

  1. Il ballo di Caterina
  2. Gods of War
  3. Maybe Tomorrow, Maybe One Day
  4. Keep On Movin'
  5. Across this Land
  6. The Sky Over Dublin (to Mirima)
  7. Stickin' With You
  8. I'll Find a Way
  9. Time to Die
  10. Ocean's Tides
  11. Stay
  12. Winter Song
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