GRAVE – A Trip To Mustafar

Pubblicato il 04/12/2018 da
voto
7.5
  • Band: GRAVE (IT)
  • Durata: 00:34:35
  • Disponibile dal: 27/08/2018
  • Etichetta:
  • Distributore:

Si chiamano Grave, da intendersi all’italiana, non come la ‘tomba’ anglosassone, e sono un trio strumentale della provincia di Udine. La loro musica si rifà allo stoner desertico dei Kyuss, ai Fu Manchu, gli Sleep, fino agli onnipresenti Black Sabbath. Il mondo dei Grave, però, non è la California e il paesaggio delle loro composizioni viene ispirato da un fiume, il Tagliamento, con le sue anse e il suo scorrere lento e inesorabile.
I tre musicisti raccolgono le loro radici e le mettono in musica in un EP di 4 tracce che, grazie alla loro considerevole durata, si avvicinano quasi alla durata di un full-length. Le chitarre di Marco Murello tracciano solchi pastosi nella terra, sporcandosi come è giusto che sia; il basso di Davide Pillino ribolle nel magma sonoro, aggiungendo corposità alla materia prima, mentre la batteria di Demos Zanelli scandisce il tempo con colpi potenti e robusti. Defilato, ma non per questo superfluo, il contributo di Matt Karat, che ha curato alcuni pad elettronici e sintetizzatori.
La scelta di puntare ad una proposta strumentale potrebbe essere un ostacolo per la fruizione, ma in questo senso i Grave riescono a dosare in maniera efficace le proprie potenzialità. Le linee melodiche mantengono quella caratteristica ipnotica e lisergica che si conviene al genere, ma al tempo stesso non scadono nella noia e nella monotonia, anche quando la durata complessiva si assesta sui dieci minuti.
Tra i quattro episodi ascoltati, particolarmente efficaci a nostro parere “Space Embryo”, composizione dalle tinte cosmiche che sembra non tanto proiettarci nello spazio siderale, quanto piuttosto scaraventarci su pianeti giganteschi dalla gravità innaturale; oppure “Johnny Greender Story”, brano dalle venature bluesy, che funziona sia nei passaggi più melliflui che nelle accelerazioni metalliche.
Sicuramente ci sono ancora margini di crescita, come è giusto che sia per una band ancora agli esordi, ma l’approccio del trio ci appare incoraggiante e ben focalizzato. Avanti così.

TRACKLIST

  1. Space Embryo
  2. The Incredible Duna Man
  3. Johnny Greender Story
  4. Safarà
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