GRAVE DESECRATOR – Immundissime Spiritus

Pubblicato il 13/05/2023 da
voto
6.0

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Diciamo che non stupisce molto il ritorno dei brasiliani Grave Desecrator, viste le fattezze di questo quarto album, “Immundissime Spiritus”: thrash-death alla primissimi Sepultura, Sarcofago, Mutilator, per quaranta minuti di violenza su chitarre, con gran pochi momenti dedicati alla riflessione e alla contemplazione. Sebbene la cosa suoni un po’ stancante alla lunga, non possiamo che apprezzare l’attitudine di questi mattacchioni di Rio De Janeiro, che continuano a fingere di essere di un altro periodo storico e che, cosa non da poco, il loro sporco lavoro lo sanno fare, se non con eleganza, con degna cognizione di causa. Fatichiamo a ricordare anche solo un riff dopo l’ascolto di questa quarta opera, tanto sono sparati a mille e tutti simil l’un l’altro, ma sul momento l’impatto ci piace. I brani sono davvero turpi e sbattuti in faccia all’ascoltatore in maniera quasi commovente, tuttavia hanno una certa ossatura che non può non farci fare un sorrisino: dal riffing praticamente black con cui si apre il disco, ad opera di “Necromantical Hex” a qualche apertura di respiro vagamente più cadenzato (“Finis Hominis”, che ricorda in qualche maniera i Death dei primi due dischi nel riffing prima di trasformarsi in una canzone degli Slayer, oppure “Occult Bewitchment”, dotata di un po’ di personalità grazie a un incedere abbastanza dinamico).
Da segnalare inoltre una morbosa cover di GG Allin, “Fuck The Dead”, portata all’ennesima potenza, piacevole tributo ma privo dell’aria marcia dell’originale. Insomma, a parte qualche momento francamente insensato come “Missa Pro Defunctis”, una specie di intro a metà disco che non porta a niente, o l’intermezzo parlato di “Fogo Fàtuo” – brano scelto per un video – questo “Immundissime Spiritus” – autoprodotto dalla band, che ha coniato la label Caverna de Sangue per l’occasione, e poi dato in licenza a varie etichette in giro per il globo – ci fa fare un bel viaggetto nella rozzezza primitiva di un genere che non smetterà mai di piacerci, ma che, a meno di non essere fanatici di tale deriva, non torneremo a riascoltare troppo spesso, questo anche per via di qualche soluzione troppo facile da intuire tra un passaggio e l’altro, al di là della buona forma in cui possa trovarsi la band. Spassoso ma tutto qui.

TRACKLIST

  1. Necromantical Hex
  2. Death Misery Ecstasy
  3. Finis Hominis
  4. Missa pro Defunctis
  5. Fogo fátuo
  6. Occult Bewitchment
  7. Miasma
  8. Fuck the Dead (GG Allin cover)
  9. Rapists from the Cross
  10. Whited Sepulchre
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