GRAVE DIGGER – Return Of The Reaper

Pubblicato il 24/07/2014 da
voto
6.5
  • Band: GRAVE DIGGER
  • Durata: 00:43:24
  • Disponibile dal: 11/07/2014
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo aver tentato nel 2010 di richiamare i fasti del vecchio “Tunes Of War” con un poco riuscito sequel di nome “The Clans Will Rise Again”, i Grave Digger tentano questa volta di rievocare l’altrettanto seminale “The Reaper” datato 1993 con il nuovo “Return Of The Reaper”. Che la band dell’istrionico cantante e leader assoluto Chris Boltendahl sia da tempo a corto di ispirazione è un dato di fatto e, appunto, non ci sorprende più di tanto l’idea di rifarsi a quanto di buono pubblicato in passato pur di rialzare le quotazioni del gruppo. Sotto dunque, almeno in parte, con un revival di quelle sonorità più dirette e grezze anche nei potentissimi suoni che fecero la fortuna dell’irruento e aggressivo “The Reaper”, condite ovviamente, come evincibile anche dalla bella copertina, con testi legati alla figura della morte e altre cupe tematiche. Non mancano quindi le premesse per qualcosa di interessante ma, come al solito ultimamente, si deve far i conti con una vena creativa non sempre all’altezza. Non mancano ad ogni modo i brani discreti, come la tirata e travolgente “Hell Funeral”, l’altrettanto aggressiva “Resurrection Day”, l’up tempo dal chorus di gran presa “Death Smiles At All Of Us”, o la motorheadiana e decisamente old school “Satan’s Host”, tanto semplice quanto diretta ed efficace. In questi frangenti, anche se tutto suona come già sentito nel corso della discografia del gruppo, i riff trascinano (il chitarrista Axel Ritt sembra aver finalmente trovato maggior spazio d’azione), i ritornelli colpiscono e il tiro generale dei brani coinvolge. Poi però a stemperare gli entusiasmi ci pensano prima alcuni pezzi sufficienti o poco più come “Road Rage Killer” o “Grave Desecrator” e altri che appaiono addirittura piuttosto insipidi. E’ infatti in particolare laddove i tempi rallentano che i brani, come il monolitico il mid tempo “Season of The Witch” o la ballad conclusiva “Nothing To Believe”, si fanno piuttosto noiosi, stantii e ridondanti. “Return Of the Reaper” è a conti fatti un album di continuità, nel quale non manca qualche buono spunto ma che complessivamente nulla aggiunge a quanto fatto dai Grave Digger e che non li riporta ai gloriosi livelli del passato a cui si vorrebbe ricollegare.

TRACKLIST

  1. Return of the Reaper
  2. Hell Funeral
  3. War God
  4. Tattooed Rider
  5. Resurrection Day
  6. Season of the Witch
  7. Road Rage Killer
  8. Grave Desecrator
  9. Satan's Host
  10. Dia de los Muertos
  11. Death Smiles at All of Us
  12. Nothing to Believe
7 commenti
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