GRAVE DIGGER – Rheingold

Pubblicato il 26/05/2003 da
voto
6.0
  • Band: GRAVE DIGGER
  • Durata:
  • Disponibile dal: 26/05/2003
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

E’ davvero triste il modo in cui le vendite di un disco influiscano sulle decisioni di un musicista: i Grave Digger un anno e mezzo fa avevano dato alle stampe “The Grave Digger”, un disco bellissimo come da anni non se ne sentivano in ambito power, un disco pesante ed oscuro, ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe, che aveva chiuso il fortunato periodo epico a base di concept album storici del quintetto tedesco. Un disco bellissimo che però, a quanto pare, non ha venduto l’ammontare di copie previsto. Ed ecco che la band, invece di insistere su quelle splendide coordinate, fa repentinamente marcia indietro, sceglie un nuovo argomento, rispolvera la componente epica già abusata su lavori mediocri quali “Excalibur” e “Knights Of The Cross”, sterili e superflue copie del mitico “Tunes Of War”, e ci consegna un bel compitino, formalmente perfetto ma carente sotto il punto di vista dell’ispirazione e, per quanto mi riguarda, dell’integrità artistica. Questa volta si parla della saga dei Nibelunghi, tema molto affascinante che però avrebbe meritato una colonna sonora di ben altro spessore. Il leader Chris Boltendhal tempo fa si lamentava del vecchio chitarrista Uwe Lulis, allontanato perché, a detta sua, ormai incapace di scrivere riff interessanti e perennemente ancorato allo stile espresso sul succitato “Tunes Of War”… ma che dire allora dei riff portanti della title track e di “Valhalla”? Così scontati da rasentare il ridicolo…e il secondo poi è davvero qualcosa di imbarazzante: lo avremo sentito, lievemente diverso, in almeno altri tre brani dei Grave Digger stessi! E’ con grosso rammarico che mi ritrovo a dover dir male di una band di questo calibro, ma qui non ci siamo, il disco nel complesso è sufficiente e alcuni brani (“Maidens Of War”, “Liar”, “Murderer” e “Twilight Of The Gods”) sono proprio belli, ma il tutto dà troppo l’impressione di essere stato scritto a tavolino, apposta per recuperare i fan perduti e accontentare quelli ‘ibridi’ che avevano apprezzato allo stesso modo le due diverse anime della band. Mi dispiace davvero molto, soprattutto perché i musicisti in questione, e Boltendhal in particolare, hanno un’esperienza decennale alle spalle e non mi aspettavo che badassero così tanto a certe cose. Sarà a causa di una visione troppo romantica della musica e di questo ambiente ma, da una persona che aveva dichiarato che non si sarebbe mai più cimentata in simili opere perché ultimamente sin troppo abusate, ci si aspettava tutt’altro comportamento.

TRACKLIST

  1. The Ring
  2. Rheingold
  3. Valhalla
  4. Giants
  5. Maidens Of War
  6. Sword
  7. Dragon
  8. Liar
  9. Murderer
  10. Twilight Of The Gods
1 commento
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