7.5
- Band: GRAVE UPHEAVAL
- Durata: 00:57:07
- Disponibile dal: 15/04/2018
- Etichetta:
- Nuclear War Now
Ogni nuovo capitolo della famigerata saga Grave Upheaval porta con se la promessa di un viaggio, di un racconto, di una profonda suggestione all’interno del disagio e dell’abbandono più totali. Una promessa che mai viene disattesa e che, dopo una manciata di demo, split e due full-length, potremmo iniziare ormai a chiamare certezza. Così come i suoi predecessori, anche questo nuovo album procede come una densissima colata di suoni funesti in cui i dettami death metal di realtà come Impetuous Ritual, Incantation, Portal e Grave Miasma vengono alterati in chiave drone-doom per ritrarre nella maniera più sconvolgente possibile una lunga serie di paesaggi spogli e desolati. Rispetto al debut album, la nuova opera gode di una produzione più concreta e definita, ma l’approccio al songwriting del duo australiano può dirsi tutto sommato quello di sempre. Otto composizioni compongono la scaletta e, come di consueto, siamo alle prese con un susseguirsi di istantanee sonore dalle tinte luttuose, talvolta dai tratti cinematografici, le quali evitano di dispensare marcati sussulti in tema di ritmiche, prediligendo uno sviluppo il più possibile graduale e avvolgente. Complici anche delle evocazioni ambient e l’impostazione delle voci (growl e clean), che, ancora una volta, sembrano provenire da un mondo lontano, l’ascoltatore arriva sovente ad avere l’impressione di stare sprofondando senza scampo in un abisso senza fine, mentre il batterista Ignis Fatuus illumina attraverso i suoi dilatati rintocchi diafane visioni orripilanti. Anche con questo secondo disco, i Grave Upheaval ci consegnano una prova a suo modo affascinante e difficile da dimenticare, affine solo in parte ai mondi death metal e doom più tradizionali; un album statico e indubbiamente pesante, in cui i riff o il lavoro di chitarra non fungono sempre da base imprescindibile. Un album che, viste le fumose sensazioni che custodisce, necessita l’abbandono ad un ascolto attento, tra le mura di casa o perlomeno in cuffia. Consigliato a chi non cerca facili rassicurazioni.
