GRAVELAND – Fire Chariot Of Destruction

Pubblicato il 09/06/2006 da
voto
6.5
  • Band: GRAVELAND
  • Durata: 01:00:50
  • Disponibile dal: 01/01/2006
  • Etichetta: No Colours Records
  • Distributore:

Tra un paio d’anni sarà arduo compito tenere a mente tutte le release di Darken e dei suoi Graveland. Le uscite e le ristampe della band polacca non si contano davvero più, per la gioia della No Colours ovviamente, e diventa difficile in questo modo focalizzare l’attenzione su una band-traino di quello che viene chiamato ‘pagan metal’ nella sua definizione più stretta. Tacciati di proporre da anni album un po’ tutti uguali, ma per questo anche stimatissimi all’interno del circuito black metal, i Graveland non meno di un paio d’anni fa ci avevano sorpreso introducendo nel bellissimo “Dawn Of Iron Blades” piccolissime novità nel songwriting che lo rendevano più dinamico e meno uniforme, novità quasi impercettibili ma ugualmente fondamentali per conferire a quella release qualcosa in più rispetto alle precedenti. Con il nuovo “Fire Chariot Of Destruction” tutto torna come prima, com’è sempre stato da quando Darken ha deciso di trasformare i Graveland nei Manowar del black metal, definizione volontariamente provocatoria ma che serve per far capire la caparbietà di Darken di non scostarsi di una virgola da certe sonorità e tematiche. Detto questo, si deve aggiungere che i Graveland sono una band da rispettare, non perché invischiati in certe correnti estremiste politiche e per questo supportati come fossero un ideale, un partito, ma perché da diversi anni sono comunque un punto di riferimento in cui si rispecchia la mitologia, le storie di antichi e leggendari eroi, fieri combattenti di puri ideali. Idea molto romantica tramutata in musica in un modo comunque originale seppur mutuato attraverso l’insegnamento dei semprevivi Bathory. Su “Fire Chariot Of Destruction” c’è ben poco da aggiungere a quanto detto e fatto dai Graveland nel recente passato, il solito incedere black metal cadenzato e minimale supportato da eccelsi synth e da una vena epica guerriera grezza e primordiale introvabile in altri gruppi. Stavolta però la fretta e la foga di incidere sempre e comunque la prima idea che passa per la testa di Darken ha giocato alla band uno scherzo non felicissimo, in quanto l’album in oggetto rischia di non lasciare il segno, come preoccupa a lungo andare la scelta di preferire la quantità alla qualità. Restiamo comunque ottimisti per il futuro, i Graveland dopotutto non hanno mai tradito.

TRACKLIST

  1. war wolf
  2. river of tears
  3. fire chariot of destruction
  4. flaming wrathful hate
  5. creator and destroyer
  6. prayer for my ancestors
  7. dance of axes and swords
  8. motherland
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