GRAVELAND – The Fire Of Awakening

Pubblicato il 27/03/2004 da
voto
7.0
  • Band: GRAVELAND
  • Durata: 00:46:54
  • Disponibile dal: 01/02/2004
  • Etichetta: No Colours Records
  • Distributore:

Inevitabile che, parlando di pagan metal, salti fuori il nome Graveland, un nome che ha fatto la storia del filone metal estremo denso della più alta epicità. I Graveland, ossia i ‘Bathory dell’Est’, tornano sulla scena con una prova importante: “The Fire Of Awakening”. La band polacca impersonificata da Darken sembra davvero esser stata ispirata dal fuoco sacro per questi nuovi lunghi brani; un’ispirazione che ha prodotto uno dei migliori lavori dei Graveland, gruppo dalla discogradia sterminata. La registrazione, come quello a cui da tempo la band ci ha abituati, è grezza, ma chiara per permettere che tutto il flusso guerriero della musica dei Graveland possa scorrere in maniera fluida. Il songwriting ricorda in modo particolare un vecchio lavoro della band, quel “Thousand Swords”, che resta uno dei capitoli migliori della saga Graveland. Darken ha saputo ingabbiare e sviluppare l’animo più guerriero delle release dei Bathory, mettendo in primo piano un metal d’assalto spesso molto convincente. Il lato epico resta strisciante sempre e comunque, e riesce anche ad emergere in qualche frangente, infittendo e accorciando quel divario tra la condizione umana e l’essenza divina: schiere estatiche di guerriere al servizio di Odino e degli altri dei del pantheon che marciano verso nuovi trionfi accompagnate dalle note di “The Fire Of Awakening”. “Battle Of Wotan’s Wolves” riflette a ben dire l’aspirazione dei Graveland di scrivere musica immortale per battaglie senza tempo e in questa ultima release bisogna ammettere che Darken non si allontani poi molto da tale obiettivo. Un lavoro che certamente soddisfarà gli amanti del black metal epico, ma che saprà anche incuriosire chi non associa necessariamente l’epicità ad un preciso genere. Per i nostalgici dei capolavori di Quorthon, invece, i Graveland possono costituire una valida valvola di sfogo offrendo una versione molto più aggressiva della band svedese. C’è un minimo uso di tastiere (principalmente si tratta di cori campionati) e ancora una volta ci si chiede come il buon Darken possa usufruire di cori qualitativamente mille volte migliori di quelli usati da tutte le altre black metal band in senso lato (Dimmu Borgir e Cradle Of Filth compresi). Molto bello l’artwork con uno scenario davvero affascinate: schiere di cavalieri (divini?) osservati dall’alto da una divinità minacciosa. L’edizione limitata è davvero uno spettacolo e solo la confezione meriterebbe tutta l’attenzione del caso… fortunatamente anche il contenuto la merita. Musica molto cadenzata, mai veloce o lentissima, ecco il metronomo dei Graveland: un procedere mid tempo che, grazie ad un riffing simile ma apprezzabile, sa rendere interessanti tutti i minuti di questo cd. “In The Sea Of Blood” piace proprio per la sua linearità e semplicità e per quel tocco magico e semi-divino nel dare in quale Darken è ormai un maestro; un maestro venuto dall’Est, un antico guerriero che imperterrito continua nella sua personale battaglia contro tutto e tutti. Massimo rispetto.

TRACKLIST

  1. we shall prevail
  2. battle of wotan's wolves
  3. in the sea of blood
  4. die for freedom
  5. the four wings of the sun
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