GRAVELUST – Passage to the End

Pubblicato il 22/03/2022 da
voto
8.0
  • Band: GRAVELUST
  • Durata: 00:46:21
  • Disponibile dal: 11/02/2022
  • Etichetta:
  • Drakkar Productions

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Mettiamola così, in maniera molto semplice: se il black metal, preso in vari momenti della sua lunga e avvincente storia, costituisce un tassello importante dei vostri ascolti, allora non dovreste assolutamente trascurare l’esordio dei Gravelust, nonostante quest’ultimo non stia facendo nulla per farsi notare all’interno di una scena ormai affollatissima e legata – come le correnti più mainstream – al tipico battage promozionale/pubblicitario sui social. Dovrebbe bastarvi lo splendido dipinto di Adam Burke in copertina o, meglio ancora, il marchio della Drakkar Productions (un’etichetta che a suo tempo ha lanciato gente come Deathspell Omega, Tsjuder e Watain) per approfondire il discorso di questo duo statunitense, i cui membri, il chitarrista solista Richard Olsen e il polistrumentista/cantante Dan Klein, bazzicano già da diverso tempo l’underground di Chicago con progetti appartenenti a varie declinazioni dello spettro estremo.
È però chiaramente con i Gravelust che i Nostri decidono di fare sul serio, sbucando letteralmente dal nulla con un platter quasi straordinario nel suo fondere un numero assai corposo di scuole e influenze senza però assomigliare in modo pedissequo a nessuna di esse, evidenziando così un gusto e una personalità in sede di scrittura tutt’altro che scontati o banali. L’impressione è che il disco sia frutto di pochi calcoli e meditazioni sullo stile da seguire, ma che al contempo sia guidato da una spinta interiore che rende ogni elemento al suo interno organico e coerente, per un risultato finale che l’egregia produzione (curata dallo stesso Klein) dà poi modo di assaporare nel dettaglio. Un viaggio attraverso gli scenari di una Natura ora aspra e inospitale, ora maestosa e ricca di vita, nella quale Vecchio e Nuovo Continente si incontrano in un ambiente fuori dal tempo, guidati da un’espressività pronunciatissima. Potremmo quindi citare primi Darkthrone e Satyricon per le parentesi più scabre e ossessive dell’ascolto, così come – nel momento in cui le trame si vestono di epicità e tecnicismo – i Dissection e la loro progenie di gruppi legati ad una formula prettamente black/death, ma anche la vena eroica degli Inquisition e quella contemplativa del suono cascadian. Un crocevia di sensazioni e atmosfere che anche il comparto vocale decide di sottolineare in modo opportuno, adattandosi alle esigenze dei pezzi con una vasta gamma di screaming e growling vocals, a cui va aggiunto l’accenno di pulito dell’opener “Tenets of Blade and Bone”.
Elegante e sobrio negli arrangiamenti, mai forzato nei suoi numerosi cambi di registro, “Passage to the End” trova in un guitar work ingegnoso e sensibile (basti sentire gli strali melodici che puntualmente irrompono in scena) la chiave di volta per imporsi e continuare a crescere nel tempo, regalando nuove sorprese e scoperte anche dopo diverse fruizioni. Cercatelo nelle tenebre (di Bandcamp) e l’esperienza, complici episodi come “Admonished Decay and the Somnolent Swain” e “Gravelust”, vi ripagherà di ogni sforzo.

TRACKLIST

  1. Tenets of Blade and Bone
  2. Admonished Decay and the Somnolent Swain
  3. Vanished in the Grey
  4. Gravelust
  5. Black Flame Precept
  6. Howling in Conflagration
  7. Abhorrents from Beyond the Reach
  8. Infinite Waves of Illness Within the Numinous Chantry of Ruin
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