GREENLEAF – Rise Above The Meadow

Pubblicato il 26/03/2016 da
voto
7.5
  • Band: GREENLEAF
  • Durata: 44:40
  • Disponibile dal: 26/02/2016
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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“Trails & Passes” era stato un passo importante per la band di Tommy Holappa: cambio di line-up, cantante e batteria -Arvid Jonsson e Sebastian Olsson rispettivamente – e conseguente cambio di sound. L’album in questione, e il tour seguente, erano stati però segnali che avevano portato queste decisioni ad essere state immediatamente assorbite con grande entusiasmo data la caratura e la qualità del lavoro proposto dagli svedesi. Il passo di “Rise Above The Meadow” è quello di suggellare questo nuovo status, e non a caso i Greenleaf decidono di entrare nel roster della Napalm Records, dopo dieci anni nella Small Stone, e di cambiare anche il bassista fondatore in favore prima del compagno dozeriano Johan Rockner per il tour e ora con Hans Frölich. Ancora una volta, c’è da dirlo, i Greenleaf han fatto centro. L’alchimia data dalla nuova coppia Holappa-Jonsson è ormai, come si era potuto vedere dal vivo, quella capace di spingere in maniera trainante, con ispirazione, entusiasmo, capacità, personalità. Nonostante i Dozer non si siano annullati, appare palese come Holappa creda e voglia spingere in questa direzione, e ne ha tutti i meriti di riuscita perché il suo (iniziale) side project si è trasformato oggi in una delle band heavy psych più intriganti in circolazione. La sua mistura di Queens Of The Stone Age degli esordi, Grateful Dead, Nebula, Clutch, Colour Haze diventa però ormai, con il grande merito del barbuto singer con il cappellino, un sound personalissimo e riconoscibile, dotato di ispirazione, sound ormai massiccio a livelli prepotenti e una manciata di canzoni sempre più ben arrangiate e dirette al punto, senza perdere un briciolo di fascino. Nel mare di ascolti in ambito psichedelico non si può fare a meno di notare la qualità indiscussa di”Rise Above The Meadow” e dei suoi tasselli: la suadente sberla in faccia di “A Million Fireflies”, l’altalena fumosa e distorta di “Levitate And Bow” in entrambe le sue parti, la potenza clutchiana di “Carry Out The Ribbons”, le progressioni ritmiche di “Tyrants Tongue” e il mirabile solo finale di “Pilgrims” da fare uscire di testa. Un album, questo, che ha solo il problema di essere di fianco ad un altro mezzo capolavoro che era il precedente “Trails & Passes”, ma che è capace di tenergli testa dall’inizio alla fine, così come sarà capace di entusiasmare in sede live, avendo trovato un’alchimia che fa scintille in ogni sua manifestazione.

TRACKLIST

  1. A Million Fireflies
  2. Funeral Pyre
  3. Howl
  4. Golden Throne
  5. Carry Out The Ribbons
  6. Levitate And Bow (Pt.1 & 2)
  7. You're Going To Be My Ruin
  8. Tyrants Tongue
  9. Pilgrims
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