GREENLEAF – Trails & Passes

Pubblicato il 09/03/2015 da
voto
7.5
  • Band: GREENLEAF
  • Durata: 00:42:24
  • Disponibile dal: 20/05/2014
  • Etichetta:
  • Small Stone Records

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Figli del blues, dello sludge e dello stoner non possono fare altro che prestare orecchio al quinto lavoro di Tommi Holappa (Dozer) e del bassista Bengt Bäcke. Difficile riuscire a fare meglio del precedente “Nest Of Vipers”, ma qui Holappa offre dei cambi di formazione di notevole svolta, soprattutto col nuovo cantante Arvid Jonsson e Sebastian Olsson dietro le pelli, in una formazione a quattro, scarna ed essenziale, senza quindi membri come l’organista Per Wiberg (già con Opeth e Spiritual Beggars) o un secondo chitarrista, come era stato Johan Rockner (sempre dei Dozer). Difficile offrire album dopo album sempre soluzioni interessanti e convincenti, considerando gli enormi cambi di line up e il poco tempo di vita di questa formazione, ormai considerabile come la principale di Tommi Holappa. E se “Our Mother Ash” introduce nel clima di uno stoner rock duro e puro di un’opener piuttosto canonica, da veri Spiritual Beggars, azzeccatissimo e coinvolgente il turning point di “Ocean Deep”, con un solo psichedelico che accellera il brano per poi riportarlo sul riff portante, con un basso e una batteria di gran lustro in quanto ad appeal e a groove. Jonsson sembra quasi un Dan Auerbach, gasato di blues e birra, accompagnato da un apparato di rockettari barbuti e gonfi di alcool e acidi, ma che non sbagliano una virgola in quanto a groove. “Dephts Of The Sun” assottiglia le distanze con le prove più interessanti dei Queens Of The Stone Age dell’ultimo periodo, per quella timbrica sorniona e desertica del boss Josh Homme, così come la più tirata “Humans”, assolutamente vicina ai discorsi più stoner e psichedelia di sentore Palm Desert. Ed è interessante notare che sembra che la terra scandinava stia diventando una nuova fucina di un genere, come quello di trascendenza psichedelica, che ha avuto i suoi capisaldi in band west coast come Fu Manchu, Nebula e Kyuss. Sentire il basso e i suoni di chitarra di “With Eyes Wide Open” non può che riportare in auge quei vecchi fasti di entusiasmo visionario e mistico, da pejote e miraggi. Interessante il fatto che è invece una tradizione vichinga ad assimilare questa attitudine e a regalare interessanti soluzioni di gusto e impatto sabbathiano. Spuntano fuori anche i Clutch in passaggi come quelli di “The Drum”, che sembra essere uscita dal grande “Blast Tyrant”. “Trails & Passes” è un album stoner rock coi controfiocchi, sporcato di sludge in attitudine e portamento psichedelico che difficilmente lascerà delusi.

TRACKLIST

  1. Our Mother Ash
  2. Ocean Deep
  3. Equators
  4. Depth Of The Sun
  5. Humans
  6. With Eyes Wide Open
  7. The Drum
  8. Bound To Be Machines
  9. Trails & Passes
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