GREVE – Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå

Pubblicato il 10/04/2022 da
voto
6.5
  • Band: GREVE
  • Durata: 00:45:23
  • Disponibile dal: 10/04/2022
  • Etichetta:
  • Purity Through Fire

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I sogni, a volte, sembrano così reali da avere il presentimento di poterli vivere davvero, di poter toccare ogni cosa, di poter assaporare gusti, profumi ed emozioni, di poter ascoltare voci e suoni dimenticati. Il risveglio da un sogno, spesso, lascia una ferita aperta inflitta dalla lama del desiderio, della speranza che tutto ciò possa appartenere alla vita reale, al presente. Questa amara sensazione è quella che rimane dopo aver ascoltato la seconda fatica degli svedesi Greve.
“Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå” è un’immersione onirica nel black metal anni Novanta scandito da ritmi indiavolati, epici intermezzi e gelide tastiere che richiamano i maestri Emperor. Il nuovo album del terzetto blackster appare come una rievocazione storica di un inferno invernale che riemerge dalle tenebre per ricordarci quanto era bello quel periodo ormai lontano, quel sogno consumato. Quindi nessuna novità, nessun colpo di scena, nessun lampo di luce, i Greve portano con sé una potente ventata di emozioni taglienti avide di violenza e malignità. Dopo un breve e cupo intro atmosferico, i Nostri sciolgono le briglie di una bestia rimasta incatenata troppo a lungo che ha voglia di sfogare tutta la sua furia, affamata di puro black metal. Sono le chitarre tremolanti a dominare la scena di un disco che si sviluppa prevalentemente su sette tracce di durata consistente. “Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå” è un filo spinato arroventato da trascinanti ritmiche bellicose sul quale si impigliano arrangiamenti melodici che, come brandelli di tessuto, sventolano in segno di pace. Pace che non arriverà mai nel mondo dei Greve, parola cancellata dalla voce devastante del polistrumentista Swartadauþuz che sovrasta un impero monocromatico di dolore e violenza. Le atmosfere epiche, costruite sulle imponenti fondamenta black, revitalizzano un sound battagliero come nel caso di “Lögnarens Gryning, Svältföddas Bestar” o della titletrack che mantengono alta la concentrazione. Ogni brano, preso singolarmente, risulta piacevole all’ascolto grazie ad un’ottima produzione e ad una fluidità sonora accattivante che rende il full-length accessibile anche ai meno appassionati del genere
Nel complesso, però, l’entusiasmo che si percepisce sulle prime note dell’opera fatica a resistere fino in fondo a causa di un’evidente mancanza di elementi innovativi che avrebbero certamente valorizzato il buon lavoro della band. “Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå”, nonostante tutto, resta un album dinamico e gradevole ma, come tutti i sogni, svanisce troppo in fretta lasciando al risveglio un eco lontano.

TRACKLIST

  1. Bortom Berget, Svälttid Komma
Skapelse Ur Fiendeskapets Mödrar
Lögnarens Gryning, Svältföddas Bestar
Åska i Himmlavalvets Förljugna
Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå
Träsktalets Gåfva En Rituell Reflektion
Mördade Stigar, Funnit i Mitt Grepp
Dödens Tid, Evigt De Vila
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