GREYHAWK – Warriors of Greyhawk

Pubblicato il 03/02/2026 da
voto
7.0
  • Band: GREYHAWK
  • Durata: 00:49:37
  • Disponibile dal: 13/02/2026
  • Etichetta:
  • Cruz Del Sur Music

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I Greyhawk tagliano il traguardo del terzo album con la Cruz Del Sur, uno dei punti di riferimento, da qualche tempo, per gli amanti dell’heavy metal più tradizionale. Il primo lavoro, “Keepers Of The Flame” del 2020, richiamava sin dall’artwork l’estetica di formazioni che, a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta, suonavano un heavy metal primordiale, epico e battagliero (Heavy Load su tutti). La title-track, posta in chiusura del debutto, era una piccola gemma che ha fatto puntare le antenne sulla formazione di Seattle a tutti gli amanti del metal underground più epico e glorioso, complice la loro tendenza ad alternare momenti più tipicamente epic metal ad altri più vicini all’hard rock americano degli anni Ottanta. Il lavoro di chitarra, che richiamava i Racer X, e la capacità di incastonare chorus dal sapore orecchiabile e stradaiolo a là Dokken faceva presagire lo sviluppo di una personalità originale nel già saturo panorama heavy metal underground a stelle e strisce. Con il secondo album “Thunderheart”, tuttavia, la direzione artistica non era apparsa ancora del tutto definita, pur trattandosi di un lavoro complessivamente valido con una produzione sensibilmente migliorata e un Rev Taylor dal cantato baritonale molto più a fuoco. Taylor che è di recente stato sostituito, per le registrazioni di questo “Warriors of Greyhawk”, da Anthony Corso. Il nuovo frontman, più tecnico e con un’estensione vocale maggiore, garantisce qui una performance più professionale e in linea con i canoni del power metal europeo, ma al tempo stesso decisamente più standardizzata, contribuendo a smussare ulteriormente quegli elementi distintivi che in passato rendevano i Greyhawk più interessanti della media.

L’opener “Land Of Ashes” caratterizza immediatamente la direzione dell’album: un power metal di stampo europeo, sorretto da voci acute e acrobatiche. L’estensione vocale di Corso, specie sulle tonalità più basse, riesce a donare alla musica, va detto, un calore che spesso latita in produzioni di questo tipo, come accade in “Take A Stand”, impreziosita da cori guerreschi che fanno da sfondo a chitarre cadenzate e ad assoli di gran classe, capaci di coniugare velocità, gusto e pulizia esecutiva. “Hyperspace” mette in luce tutta la sicurezza del nuovo vocalist, che riesce a ritagliarsi il proprio spazio al timone di una band ormai ben rodata, talvolta con linee vocali che non si limitano a rincorrere le ritmiche serrate in pieno stile power, ma inglobano anche alcune influenze heavy metal classiche à la Ronnie James Dio.

Gli assoli di chitarra rappresentano uno dei punti di forza dell’intero album: la coppia formata da Jesse Berlin e Rob Steinway appare affiatata e ben rodata, con interventi solisti che valorizzano sia le parti più melodiche sia quelle più aggressive. In particolare, gli interventi à la Racer X di Berlin – il cui stile richiama più quello di Bruce Bouillet che del compagno Paul Gilbert – saranno ben apprezzati da chi ha nostalgia dei guitar hero nel metal underground. A ricordarci, invece, ciò per cui i Greyhawk si erano fatti notare sin dalla prima demo, ci pensa “Rise Above”, un brano costruito ed interpretato in maniera esemplare, con chitarre cariche di chorus in pieno stile Def Leppard di metà anni Ottanta, con assoli e un cantato da manuale.

Va detto che “Warriors of Greyhawk” è probabilmente il disco più omogeneo dei Greyhawk fino a oggi, con un artwork che riflette la passione dei Nostri per Dungeons & Dragons – Greyhawk è una delle ambientazioni più note del gioco – e anche il capitolo meglio suonato e cantato della loro carriera. Tuttavia, questa maggiore compattezza finisce per andare a scapito della personalità, appiattendo la proposta su coordinate già ampiamente battute. Ci saremmo infatti aspettati il consolidamento di un’identità più definita, capace di unire in maniera davvero convincente le tante anime della band – quella epic metal, le ritmiche serrate e le aperture hard rock – ma il nuovo album riesce solo parzialmente nell’intento.

Fermo restando l’elevata qualità strumentale, resta la sensazione di trovarsi di fronte a una formazione che non ha ancora imboccato una direzione davvero definitiva. “Warriors Of Greyhawk” mostra una maggiore omogeneità rispetto al passato, ma questa compattezza non si traduce ancora in una visione forte e riconoscibile, lasciando irrisolto il nodo di un’identità che, pur potenzialmente solida, fatica a emergere con decisione, al netto di un album ben fatto e qualitativamente in linea con i due precedenti.

TRACKLIST

  1. Ascension
  2. Land of Ashes
  3. Take a Stand
  4. Endless Race
  5. Warriors of Greyhawk
  6. Words of Power
  7. Chosen
  8. Hyperspace
  9. Embers Rise
  10. Rise Above
  11. Eternal Quest
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