GRIDFAILURE – Sixth Mass​-​Extinction Skulduggery I

Pubblicato il 02/03/2019 da
voto
5.0
  • Band: GRIDFAILURE
  • Durata: 00:52:15
  • Disponibile dal: 15/02/2019
  • Etichetta:
  • Nefarious Industries

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Lo scenario in cui si muove il progetto Gridfailure fa venire voglia di scappare lontano. Molto lontano, pur di sfuggire alle previsioni di prossima catastrofe planetaria di cui “Sixth Mass-Extinction Skullduggery” si fa portatore. Il disco riflette sullo stretto legame fra erosione delle risorse naturali e degrado morale, la deriva dell’umanità verso un futuro che riporta indietro le lancette della civiltà, a un trionfo di amoralità e un’avarizia di valori capace di sfociare in atti di crudeltà inenarrabili. Con questi presupposti, la musica non può che essere fosca, buia, priva di speranza. Unico membro della formazione – seppur attorniato da una lunga lista di collaboratori – è David Brenner, polistrumentista impegnato con una rosa di strumenti vastissima; egli ci presenta un album ruminante angoscia, che avrebbe il suo pieno significato se fungesse da soundtrack filmica, considerato che va a tratteggiare panorami sonici assai astratti. Così, pur apprezzando la ricercatezza delle atmosfere, la negatività spessissima entro cui ci intrappola, stentiamo a trovare il bandolo della matassa, a prestare piena attenzione alla tetraggine disumana che si protrae lenta, mesta, abbietta per oltre cinquanta minuti.
Per capire l’album bisognerebbe probabilmente mettersi nei panni del suo autore e capire il suo stato d’animo quando ha registrato alcune parti di chitarra acustica e rumori ambientali durante lo scatenarsi dell’uragano Sandy – e difatti la prima traccia si intitola proprio “Sandy” – atterrito dalla furia degli elementi, un momento che deve aver rinforzato alcuni suoi pessimistici pensieri sul futuro ambientale e umano. Così, psicanalizzando il soggetto in questione, potremmo dare un senso più profondo al vagare senza meta di questo noise/ambient minimale, strascicato, incline a trasformarsi in un drone marcio e soffocante. “Sixth Mass…” presenta nelle sue tracce temi sonori/rumoristici inquietanti, che si succedono senza alcuno sviluppo da quando prendono piede al loro placarsi, non fosse per qualche isolato ricamo di tastiera o solitario arpeggio di chitarra acustica. La voce mormora linee gutturali non intelligibili, amplificando i rumori e i vari disturbi che si spandono mefitici, inquinando ogni singolo istante. L’assenza di una struttura ritmica forte, la chiusura in se stessi e il protrarsi sfinente di registri sonori disturbanti raggiunge l’apice nei diciassette minuti di “Directly In Its Path”, che pare durare pure il doppio, tanto agonizza nell’inedia, nella sofferenza più disgustosa.
Ci sembra che l’arsenale di strumenti utilizzato, da Brenner o chi lo accompagna nelle singole tracce, venga soffocato dalla volontà di far sprofondare la musica nei reami dell’incubo; sintetizzatori, theremin, accordion, ukulele, compaiono nei credits ma il loro contributo alla causa è marginale, appena intuibile. “Sixth Mass-Extinction Skullduggery” sarebbe un lavoro potenzialmente molto dettagliato e ricco di significati, che si costringe in un alveo limitato. L’aspetto più interessante, ovvero l’interazione fra registrazioni ambientali e normale strumentazione, rimane uno spunto poco strutturato, un terreno fertile nel quale sarebbe stato necessario piantare semi di paranoia e inquietudine più forti, concimarli e irrigarli adeguatamente per farli diventare qualcosa di colossale. Così, invece, il nero minimalismo di Gridfailure, ferito atrocemente da bave industrial, dark, sgocciolare di sentori orrorifici, si incunea in dense sabbie mobili, e lì rimane. Arrivare in fondo all’album in un’unica soluzione è per veri amanti delle torture; esperienza che non consigliamo affatto di intraprendere.

TRACKLIST

  1. Sandy
  2. Dysmorphia For One’s Neighbor
  3. ICBMs In The Storm’s Eye
  4. Sixth Mass-Extinction Skulduggery I: Survivor’s Remorse
  5. Post-Attack Habitat
  6. Directly In Its Path
  7. Phosphorous Fog
  8. Exsanguination Of The Utopians
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