GRIEF COLLECTOR – En Delirium

Pubblicato il 18/05/2021 da
voto
7.5
  • Band: GRIEF COLLECTOR
  • Durata: 00:47:46
  • Disponibile dal: 14/05/2021
  • Etichetta:
  • Petrichor

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Nel momento in cui sta scrivendo, il sottoscritto è in febbrile attesa dell’arrivo del vinile di “En Delirium”, il primo full-length dei Grief Collector. Perchè questo incipit? Semplice: la voce che esplode dalle casse dopo aver premuto il tasto play e atteso i primi trenta secondi dell’opener “Corridors” è inconfondibile e, per i più nostalgici, sarà una gioia sentire la puntina che si posa sul vinile per farla risuonare a tutto volume. Stiamo parlando di Robert Lowe, voce storica dei compianti Solitude Aeturnus e, dal 2006 al 2012, dei Candlemass: insomma, una delle ugole più iconiche dell’intero genere doom (e non solo). E questo album è esattamente quello che ci si potrebbe aspettare da un musicista di questo calibro (qua accompagnato da Brad Miller alla batteria e Matt Johnson alla chitarra e al basso): riff lunghi, evocativi e misteriosi sulla falsariga di gioielli come “Beyond The Crimson Horizon” o “Death Magic Doom”. E se la prova del buon Robert su “Hereafter” dei Tyrant era stata di alto livello ma un po’ lontana dal suo stile, ecco “Our Poisonous Ways” a restituirci un Lowe in gran spolvero. Ovviamente non basta un cantante a fare un disco: infatti i Grief Collector ci dimostrano un songwriting invidiabile che, riff dopo riff, si fa strada nella nostra testa. “En Delirium” è un perfetto disco epic-doom che, forse, non brillerà per originalità, ma che sembra seguire un filo conduttore interrotto con “Alone” ormai quindici anni fa, impreziosito dalle melodie tragiche (“Wintersick” e l’onirica “When Sanity Eludes Me”) create da chitarra e basso. “En Delirium”, traccia dopo traccia, si svela lentamente come un disco carico di suggestioni, che pesca a piene mani dal background di Lowe, riuscendo ad aggiungere un tocco di novità a canzoni che sono molto di più di un semplice ‘accompagnamento’ alle linee vocali. Gli sporadici utilizzi di synth, cori e tastiera ci testimoniano come Matt Johnson sia stato a scuola dai maestri migliori e sia in grado di inserire qualche tocco innovativo nello stile doom classico dei Grief Collector. Momenti sludge, così come talune sperimentazioni, non sono mai fuori luogo, ma aggiungono passaggi che diventano fondamentali in pezzi dalla struttura minimale come “Knee Deep In Devils”, così come gli assoli che sanno (quando serve) virare verso l’hard rock. Naturalmente siamo davanti ad una band in cui Lowe vuole continuare il suo percorso musicale, ed il genere non si discosta mai da quello che potremmo aspettarci. Questo, forse, è l’unico (perdonabile) difetto del disco: ottimi pezzi, eseguiti e arrangiati alla perfezione (il basso della conclusiva “Scorned Heart” è qualcosa di poetico), ma senza quel singolo pezzo che svetta, quello che può uscire solo dalla mente di un Leif Edling. Ma, a conti fatti, “En Delirium” resta un gran disco che ci sentiamo di consigliarvi assolutamente, soprattutto se siete amanti delle sonorità più classiche. Per chi ama il doom, invece, l’acquisto è quasi obbligatorio.

TRACKLIST

  1. Corridors
  2. Wintersick
  3. Our Poisonous Ways
  4. The Letting Go
  5. When Sanity Eludes Me
  6. Knee Deel In Devils
  7. 10 Days (Of Disbelief)
  8. Misery Mongers
  9. Scorned Heart
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