GRIFT – Arvet

Pubblicato il 13/10/2017 da
voto
7.5
  • Band: GRIFT
  • Durata: 00:34:56
  • Disponibile dal: 08/09/17
  • Etichetta: Nordvis Produktion
  • Distributore:

Il nuovo capitolo del progetto Grift non sorprende in termini di scelte stilistiche: la proposta del polistrumentista svedese è infatti ancora assimilabile al black metal scarno e intensamente malinconico (che alcuni definiscono ‘emozionale’) pesantemente contaminato con il folk, o meglio ancora neofolk. Possiamo dire tranquillamente che queste nuove tracce rappresentano la naturale continuazione del precedente full length, soprattutto a livello di atmosfere. Gli unici appunti che si possono fare a questo lavoro sono, da un lato, proprio le forti similitudini con il materiale proposto in “Syner” e dall’altro la diminuzione di quel tocco a metà tra il maligno e l’epico che aveva caratterizzato l’EP di debutto. Si tratta però solo di dettagli, infatti le nuove composizioni hanno comunque il pregio di riuscire a ricreare i paesaggi selvaggi e incantati della Svezia rurale. Boschi, foreste e laghi non sono certo una novità nell’immaginario black metal (anzi potremmo tranquillamente parlare di cliché al riguardo) eppure l’unione tra depressive, chitarre acustiche e amore per uno stile di vita semplice e attaccato alla tradizione funziona, riuscendo a risultare credibile e non artefatto. Descrivere la musica di Erik Gärderfors  limitandosi alle influenze della scena depressive black/post-rock scandinava  è dunque limitativo nei confronti di un artista che, pur incorporando certamente queste influenze, le declina in maniera molto differente da band quali  Lifelover  e Shining, sia musicalmente che dal punto di vista iconografico e attitudinale. Solitudine e introspezione sono presenti senza arrivare agli estremi autolesionistici, e i luoghi di riferimento sono, come già detto, la vastità della natura svedese e non il triste grigiore metropolitano. L’opener “Flyktfast”, con il suo incedere acustico e ritmato, la voce ora sussurrata ora declamante ricorda i Dornenreich e la malinconia neofolk di Darkwood e Of The Wand And The Moon, per poi esplodere nel black metal, con soluzioni chitarristiche allo stesso tempo melodiche e ‘raw’. La produzione è adeguata a questo tipo di scelta, quindi sufficientemente impastata e caotica nelle parti più estreme, ben comprensibile nei momenti acustici. Le coordinate rimangono più o meno queste fino a “Glmskans Jrtecken”, che unisce il dark/ambient rumoristico targato Cold Meat Industry con una struttura avantgarde. Anche “Morgon på Strömsholm” è un brano per così dire atipico, i misteriosi suoni della montagna di notte, un brano parlato e poco altro. Con gli ultimi due pezzi torniamo verso lidi più canonicamente black, non senza qualche piccola sorpresa. Un lavoro interessante, ricco di particolari e sfumature che si colgono procedendo negli ascolti, colonna sonora ideale della malinconia autunnale.

TRACKLIST

  1. Flyktfast
  2. Den stora tystnaden
  3. Glömskans järtecken
  4. Morgon på Strömsholm
  5. Utdöingsbygd
  6. Nattyxne
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.