GRIFT – Budet

Pubblicato il 09/04/2020 da
voto
8.0
  • Band: GRIFT
  • Durata: 00:41:57
  • Disponibile dal: 20/03/2020
  • Etichetta:
  • Nordvis Produktion

Il progetto Grift giunge al terzo album e, nel farlo, pare volersi accomiatare dal black metal propriamente detto. Già uso a un approccio soft ed emozionale alla materia, il polistrumentista Erik Gärdefors va ad affievolire ulteriormente i legami con asprezze, spigolosità, uso vibrante del tremolo-picking. Se già erano abbondanti le intrusioni di depressive/post-rock nel tessuto folk/black metal, con “Budet” il raggio d’azione si amplia e alcune rigidità compositive imposte dal metal estremo scompaiono. Strumentalmente, a pitturare di un clima incantato, quello di chi guarda alla fanciullezza come all’età cui si vorrebbe sempre tornare, per sentirsi pienamente felici, ci pensano le note dell’organo a canne, che con un timbro fievole e dolcissimo ci trasportano in solitari panorami rurali. Quelli di una Svezia grigia e poetica, evocativa di un universo di antichi valori che fa il paio con i semplici e bellissimi artwork sempre a corredo dei lavori di Gärdefors. Le chitarre a loro volta ripudiano venature aggressive, sciogliendosi in candidi abbracci di un suono aperto, pulito, teso a espandersi in molte direzioni, tutte ugualmente pacificatrici. L’intrecciarsi di acustico ed elettrico, pur incastonandosi in un quadro tipicamente folk/extreme metal, sta a debita distanza da convenzionalità e schemi fissi, dando un’identità peculiare alle singole tracce.
Rimane, quale elemento ‘sporco’, a rimando delle influenze black metal, un cantato strozzato, che sa in ogni caso di sofferenza, fragilità, sentimenti inascoltati, sfociando spesso in un ululato stentoreo. La produzione ovattata, con quel piglio educato e circospetto proprio di qualcosa che voglia mettere a proprio agio e far sentir comodi, invece che scuotere e strattonare, dà modo a ogni elemento di prendersi il suo spazio e far battere il cuore. All’altezza di “Ödets bortbytingar”, l’episodio più urgente e ritmato, entra in campo anche il violino, infondendo un’altra gradita suggestione all’insieme. Una ventata di musica da camera che sa di cupezza, nostalgia ed eleganza di tempi perduti. La quietezza di “Väckelsebygd”, i suoi rumori ambientali, l’errare senza fretta tra grida isolate, ambient, organo e cori rarefatti, ci paiono essere il fiore all’occhiello di “Budet”, elevandosi a un livello persino superiore al resto del materiale. Il terzo disco dei Grift, nel mescolare la ‘nordicità’ attesa da album di questo tipo, una ricercatezza non così distante da quella dei Sólstafir e l’evocazione di una dimensione culturale mitizzata, sa emozionare nel profondo, dimostrando come si possa dire qualcosa di poco comune anche in un filone così sfruttato come questo.

TRACKLIST

  1. Barn av ingenmansland
  2. Skimmertid
  3. Ödets bortbytingar
  4. Väckelsebygd
  5. Vita arkiv
  6. Oraklet i Kullabo
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.