GRIFT – Dolt Land

Pubblicato il 27/09/2023 da
voto
7.5
  • Band: GRIFT
  • Durata: 00:38:00
  • Disponibile dal: 22/09/2023
  • Etichetta:
  • Nordvis Produktion

Nati come band dedita ad un black metal atmosferico, malinconico e mai troppo aggressivo, durante la loro carriera i Grift hanno sempre flirtato col folk vero e proprio, pubblicando anche due EP completamente acustici come sorta di appendici al meraviglioso “Budet”.
Se il suddetto lavoro aveva già suggerito una virata verso lidi meno metal e più intimi, con il nuovo “Dolt Land” gli svedesi fanno all-in ed escono con un album completamente acustico, una mossa certamente in linea con quello che già ci avevano fatto intravedere, ma comunque tutt’altro che semplice.
Via quindi qualsiasi cosa che faccia parte del retaggio metal, con le sole chitarre acustiche a sorreggere la struttura di ogni brano, accompagnate da strumenti come flauti e fisarmoniche, qualche synth sparso e una batteria che viene sostituita da semplici percussioni, quando presenti.
Quello che ne esce è il desolante affresco acustico di una Svezia fatta di campagne fredde e nebbiose che riecheggiano tempi passati e storie antiche, rendendo omaggio al Kinnekulle, monte che con le sue leggende ha ispirato l’intero concept del gruppo sin dagli inizi.
Dal punto di vista musicale e di produzione, siamo su territori adiacenti al neo folk di inizi duemila (in particolare quello teutonico di band come Sonne Hagal e Forseti), ma con un sentimento e un mood abbastanza personali, un suono caldo ed avvolgente che donano un’atmosfera notturna e bucolica, con il suono della fisarmonica che ci accompagnano per tutta la durata del disco, dalla grigia “Silverne Stig”, passando per la successiva “Nattens Pilgrim” o la stupenda e sospesa “Evas Backe”. Sebbene poi tutte le canzoni condividano una costruzione tutto sommato simile, fatta da delicati arpeggi alternati a vere e proprie cavalcate acustiche declamate da una voce leggermente sporca e corale di scuola “Nattens Madrigal” (Ulver), ognuna riesce a brillare di vita propria e ad avere una personalità ben distinta.
E anche quando la meravigliosa “En Hemskog” paga pegno alla malinconia degli Of The Wand And The Moon, non ci si trova mai al cospetto di qualcosa di troppo derivativo, anzi; tutto suona come un onesto e sentito tributo alle proprie radici culturali.
“Gyllene Sal”, che prosegue sulla stessa strada, diventa alla fine una sorta di reprise della traccia di apertura, chiudendo esattamente allo stesso modo di come era iniziato tutto e rendendo l’ascolto un’esperienza circolare, un uroboro fatto di immagini sonore delicate e toccanti.
Che “Dolt Land” rappresenti un’evoluzione definitiva o solo un momento di riflessione per i Grift, lo si scoprirà solo col tempo; nel frattempo fermiamoci e lasciamoci cullare da un lavoro coraggioso e suggestivo, che da il benvenuto all’autunno nel migliore dei modi.

 

TRACKLIST

  1. Silverne stig
  2. Nattens pilgrim
  3. På vingar slumrande
  4. Evas backe
  5. En hemskog
  6. Gyllene sal
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