6.0
- Band: GRIM
- Durata: 00:34:07
- Disponibile dal: 01/02/2009
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Sono un trio, hanno come base l’Abruzzo e spuntano ogni notte dalla tomba nella quale li credevate sepolti. No, non siamo impazziti e questo non è l’inizio di un trailer cinematografico horror, ma l’iconografia voluta dai Grim per accompagnare il loro full autoprodotto, fuori ormai da qualche tempo, è di quelle predilette anche da George Romero per i suoi b-movie sui non morti. “Noises From The Grave” recita infatti il titolo stampato sopra un bel libretto che dimostra la professionalità con la quale il gruppo affronta i dettagli, e la vocalità di Alex Grim (così come il genere proposto) non fa che ribadire il concetto, pescando senza mai copiare spudoratamente dai Misfits, dai Warrior Soul più corrugati e in parte anche dall’hardcore, fino a ricordare alcuni soluzioni alla Sentenced periodo “Amok”. Anche le canzoni, pur se con qualche caduta sul semplicismo come in “Shut The Fuck Up”, sono discretamente personali, senza mai inventare nulla di nuovo ma staccandosi da modelli precisi e ben riconducibili. Certo, viaggiamo sempre tra un rimando al metal e uno ai Misfits, ma quando partono le belle parti chitarristiche dello stesso Alex, soprattutto le soliste, il disco ne guadagna in freschezza e dinamicità. Ottima anche la scelta dei suoni e la produzione della voce, che non ha nulla da invidiare a artisti già più famosi. Bella chiusura con “Sweetest Nightmare”, che nell’intro ricorda i Maiden più scuri di “The X factor”, e che corona le buone intuizioni disseminate nei precedenti nove pezzi. Se questo è l’inizio, probabilmente sentiremo ancora parlare dei Grim, ai quali consigliamo di insistere nel miglioramento del songwrinting e delle parti di basso e batteria (ben fatte ma sterili sul piano emotivo) e auguriamo al più presto di accasarsi presso una label munita di fiducia e portafoglio. Fateci sapere.
