5.0
- Band: GUARDIANS OF TIME
- Durata: 01:01:29
- Disponibile dal: //2004
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Self
Giunti alla seconda release dopo il recente “Edge Of Tomorrow”, i norvegesi Guardians Of Time ci propongono, in questo nuovo “Machines Of Mental Design”, un power metal di stampo scandinavo dalle sfumature abbastanza melodiche (anche se siamo, tutto sommato, abbastanza lontani dall’eccessiva zuccherosità di band come Sonata Arctica et similia) che mantiene le proprie radici ben ancorate nel classico sound standardizzato del sound degli anni ’90 inerente a tale genere, nonostante si intrecci agilmente con un concept d’intenzione futuristica, del quale non abbiamo informazioni, ma che viene esemplificato dalla band attraverso una cover di copertina che rappresenta uno scenario futuristico a là “Blade Runner”, con tanto di costruzioni metalliche imponenti e un cielo grigio e tetro. Ma veniamo, dopo questa breve presentazione, alla musica: effettivamente, come al solito, non c’è nulla da eccepire sulla produzione e sulla bravura dei membri della band (un plauso è dovuto!), ma il discorso è sempre lo stesso: ci sono delle notevoli carenze a livello qualitativo, che affiorano in maniera preponderante dopo le prime buone song d’apertura (“Faceless Society” e “The Rise Of TriOpticon”), mostrando una band alle prese soltanto con uno spudorato tentativo di reimpastare strutture, parti melodiche e riff già usati per tali canzoni, col risultato che tutte le canzoni del disco si assomigliano terribilmente tra loro, ed è difficile per l’ascoltatore proseguire l’ascolto anche solo dopo un quarto d’ora che “Machines Of Mental Design” si trovi a girare nel lettore cd. Se a tutto questo aggiungiamo che l’originalità della band è quanto più vicina allo zero assoluto (si pensi che durante tutto il disco si ha spessissimo l’impressione di trovarsi di fronte ad un disco degli Heavenly, forse solo un poco più aggressivo), si può ben dire che la frittata è fatta, e ciò che salva parzialmente la band è solo la bravura dimostrata alle prese con i propri strumenti. Per ora i Guardians Of Time sono bocciati; aspettiamo di sentirli, alla prossima release, per poter vedere se la band è stata in grado, con un pizzico di genio, a rendere più personale il proprio sound e più meritevole d’ascolto la proposta.
