GUTVOID – Breathing Obelisk

Pubblicato il 03/09/2024 da
voto
6.0
  • Band: GUTVOID
  • Durata: 00:30:04
  • Disponibile dal: 30/08/2024
  • Etichetta:
  • Blood Harvest

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Come già sottolineato più volte su queste pagine, sebbene i mezzi di una piattaforma come Bandcamp diano a chiunque la possibilità di distribuire la propria musica e finire intercettati da qualche etichetta, non basta suonare ‘old-school’ per essere rilevanti all’interno di un filone – quello dell’underground death metal contemporaneo – sempre più gremito e competitivo.
Ne sono un esempio perfetto i Gutvoid, quartetto canadese del roster Blood Harvest che, riaffacciandosi oggi sul mercato con l’EP “Breathing Obelisk”, conferma purtroppo di non possedere l’estro dei compagni di scuderia Desekryptor, Phenocryst o Taphos, consegnando al debut album “Durance of Lightless Horizon” del 2022 un seguito tanto curato a livello di forma quanto incolore da un punto di vista dello stile.
Così com’era stato un paio di anni fa, i dettami di ciò che oggigiorno va per la maggiore nel circuito death/doom di Mortiferum e Spectral Voice vengono rispettati alla lettera, in un flusso di riff cavernosi, riverberi e ritmiche stentoree che – presa anche in considerazione la natura lovecraftiana del concept – sembra effettivamente evocare vuoti cosmici terrificanti, mondi sommersi e creature tentacolari in attesa di condurre l’uomo alla pazzia.
Un suono che ormai si è fatto codificatissimo, e che per riuscire a dire la sua in un panorama che ha ampiamente metabolizzato il contenuto di un “Eroded Corridors of Unbeing” deve per forza di cose offrire un quid in più, o quantomeno – nel caso di un approccio volutamente e totalmente derivativo – un songwriting autorevole e ineccepibile. Invece, ancora una volta, la band di Toronto arriva soltanto a sfiorare il bersaglio prefissatosi, accumulando tensione in brani che, gira che ti rigira, non decollano mai veramente, impantanandosi in mini-suite dove i singoli elementi – dagli arpeggi destabilizzanti ai riffoni di chiara ascendenza finlandese – mancano di brio e coesione.
In definitiva, la classica mattonata nella quale padronanza strumentale e cura per i dettagli, con una veste sonora e grafica di forte impatto, non sopperiscono alla mancanza di idee vincenti. Del tutto irricevibili? Assolutamente no, ma davvero troppo superflui per lasciare il segno.

TRACKLIST

  1. Swamp Consumed
  2. For We Are Many
  3. When the Living Dome Opens
  4. Shodar
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