H.E.A.T. – Welcome To The Future

Pubblicato il 20/04/2025 da
voto
7.5
  • Band: H.E.A.T.
  • Durata: 00:45:40
  • Disponibile dal: 25/04/2025
  • Etichetta:
  • earMusic

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Benvenuti nel futuro! O quantomeno, nel futuro di tastiere, assoli e riff platinati targato H.E.A.T., la formazione svedese più pettinata che ci sia.
Che l’hard rock di quelle parti viva un periodo di buona salute non è assolutamente una novità, con molte formazioni che continuano a sfornare ottimi dischi, ma la band di Visby si ritrova l’ingrato compito, con questo “Welcome To The Future”, di dover reggere il confronto con se stessa, dopo l’incredibile “Force Majeure” uscito nel 2022.
A tutti gli appassionati possiamo dire di dormire sonni tranquilli: il nuovo disco dei Nostri è il solito concentrato di hard rock ritmato, ricco di cori e riverberi e con quelle maledette tastiere di Jona Tee che rendono tutto zuccherosamente pieno di palettes.
Forse manca un pezzo tirato come “Nationwide”, ma sin dalla prima “Disaster” ritroviamo subito l’ugola d’oro di Kenny Leckremo a prenderci per mano, portandoci in una dimensione dove gli Europe regnano sovrani, supportato dalla bravura di Dave Dalone alla chitarra e agli immancabili Jummy Jay al basso e Don Crash alla batteria. Un succulento mix di modi diversi di intendere l’hard rock: dal rock da arena di “Rock Bottom” alla squisitamente bonjoviana “Running To You”, fino alla melodica “The End”, gli H.E.A.T. dimostrano ancora una volta di essere una band che sa esattamente quali pulsanti premere per far decollare il suo pubblico, seppur senza mai raggiungere quella tensione tiratissima che era onnipresente in “Force Majeure”.
L’album sembra infatti essere un esercizio decisamente più vicino ai lustrini delle band simili appena citate, mancando forse di quel briciolo di grinta in più che aveva reso il disco poc’anzi citato così irresistibile; la presenza di Patric Ullaeus alla produzione rende poi il tutto più cadenzato, come una raccolta di anthem pensati per essere ballabili e cantabili dal vivo.
I pezzi più tirati si basano sempre su un classicissimo quattro quarti, come “Children Of The Storm” o la conclusiva e quasi folkeggiante “We Will Not Forget”, ma c’è un grosso ma: infatti, verso la fine del disco, dopo la zompettante “Paradise Lost”, parte un brano che sembra uscito direttamente dalla discografia degli Accept, “Tear It Down (R.N.R.R.)”, un’esplosione metallara quadrata come un macigno, con tanto di cori decisamente presi in prestito a quel “Balls To The Wall” della formazione tedesca appena citata. Un pezzo che rappresenta una vera sorpresa da parte del quintetto, davvero originale pur non essendo né veloce né particolarmente melodico, dove il basso di Jimmy Jay scandisce il tempo di tutti quanti in maniera marziale e precisissima: vi ritroverete in brevissimo tempo a canticchiare il ritornello, senza alcuna possibilità che di schiodarvelo dalla testa.
Venendo alle conclusioni: non si intravede ancora, per questa band, la possibilità di fare un disco noioso, anche se, come già detto, forse avremmo voluto un pezzo che spingesse davvero sull’acceleratore come nel lavoro precedente. Ma, in fondo, va bene anche così, visto che l’energia sprigionata dal quintetto è sempre quella, capace di pettinare e cotonare i capelli di chiunque metta nello stereo questo album.
Nel futuro, gli H.E.A.T. vedono senza ombra di dubbio un mondo dove il rock da stadio è diventato legge universale e i lustrini regnano sovrani: con le premesse musicali di “Welcome To The Future”, non possiamo che sperare che le loro previsioni si avverino!

TRACKLIST

  1. Disaster
  2. Bad Time for Love
  3. Running to You
  4. Call My Name
  5. In Disguise
  6. The End
  7. Rock Bottom
  8. Children of the Storm
  9. Losing Game
  10. Paradise Lost
  11. Tear It Down (R.N.R.R.)
  12. We Will Not Forget
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