5.5
- Band: HACAVITZ
- Durata: 00:51:38
- Disponibile dal: 25/06/2007
- Etichetta:
- Moribund Records
- Distributore: Masterpiece
Forse tra chi legge qualcuno si ricorderà degli Hacavitz, truce formazione messicana di death metal che all’incirca un paio di anni fa aveva dato alla luce il non esaltante debut “Venganza”. In quell’album erano parecchi i riferimenti a Krisiun e Morbid Angel, tenuti insieme da un vago retrogusto black. Il nuovo “Katun” poggia invece su basi opposte: stavolta la predominanza ce l’ha il black, quello grezzissimo ed oscuro dei primordi, mentre il death metal è relegato quasi in un angolo. Probabilmente su tale scelta hanno influito pesantemente gli abbandoni di Eduardo Guevara e Antonio Nolasco (rispettivamente chitarra e basso) ed il fatto che Antimo Buonanno e Oscar Garcia abbiano deciso di andare avanti come un duo. Questo spiegherebbe anche la semplificazione della proposta musicale, dato che da un death metal banale ma comunque tecnicamente abbastanza complesso, si è passati ad un black metal che spesso rimanda ai Darkthrone. Essendo messicani i nostri non riescono a ricreare l’atmosfera gelida e glaciale dei maestri norvegesi, quindi, in fase di produzione, donano all’album un suono melmoso ed inquietante. L’album ha l’indubbio pregio che potrà essere apprezzato sia dagli amanti del death che da quelli del black, però il livello delle composizioni resta sempre piuttosto basso.”Tineblas – Tenochttitlan” colpisce grazie ad un’andatura lenta e putrida e “From Sin To Honour” è la traccia dove il death viene maggiormente a galla e quindi si diversifica dal resto: le rimanenti composizioni affogano in un mare di mediocrità e la band stessa sembra autrice di una prova strumentale piuttosto confusionaria. Secondo album marcissimo per i messicani, ma seconda cartuccia sparata a salve. Vedremo quante munizioni rimangono loro prima di riuscire a proporre un album valido.
