6.0
- Band: HACAVITZ
- Durata: 00:52:28
- Disponibile dal: 30/01/2006
- Etichetta:
- Moribund Records
- Distributore: Masterpiece
La scena musicale del centro e del sud America durante gli anni si èdistinta per aver dato i natali a band che hanno fatto della brutalitàla loro bandiera. Ultimi in ordine di tempo i messicani Hacavitz che,per far capire da dove provengono, hanno piazzato in apertura un’introazteca e uno spezzone dell’inno messicano. Per il resto, “Venganza” èun classico platter di death old school con qualche riferimento alblack. La bio parla di somiglianze con i Morbid Angel e i Krisiun, nonandando particolarmente lontano dalla verità. Se sul versante dellaviolenza esecutiva c’è di che stare allegri, non altrettanto si puòdire del songwriting, piuttosto esile e scontato. I nostri peròsviluppano un concept interessante basato sulle civiltà pre-spagnoledella loro terra d’origine, denotando una componente nazionalista benmarcata e che può fungere da segno distintivo per il quartetto. Comegià accennato, sotto il profilo tecnico esecutivo la band da il megliodi se stessa, a partire dalle chitarre di Eduardo Guevara e AntimoBuonanno (anche singer), efficaci e ficcanti ma mai particolarmenteclaustrofobiche. Anche la batteria, suonata da Oscar Garcia, è in buonaevidenza e, pur non facendo mancare un generoso apporto in doppiacassa, riesce a costruirsi passaggi abbastanza fantasiosi. La voce diBuonanno si divide tra growling e screaming, con buona padronanza. Ledieci tracce contenute nel lavoro fanno pochi prigionieri, ma tra diesse non ce n’è nessuna che si eleva al di sopra della media, rimanendotutte su un livello appena sufficiente. Peccato, in quanto gli Hacavitznon sono dei novellini e, pur essendo al primo full length ufficiale, imembri hanno alle spalle un passato in formazioni minori messicane.Possiamo quindi concludere che “Venganza” è un album che farà contentigli amanti del death metal della vecchia guardia ma che comunquerientra appieno nella media delle uscite del genere. Sufficienti.
