HACRIDE – Deviant Current Signal

Pubblicato il 17/05/2005 da
voto
8.5
  • Band: HACRIDE
  • Durata: 00:39:26
  • Disponibile dal: 23/05/2005
  • Etichetta: Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

Segnalare come Top Album il disco d’esordio di una (ancora) sconosciuta band francese – tali Hacride – potrebbe sembrare, per certi versi, esagerato, oppure comunque un bell’azzardo. E allora, direte voi, perché farlo, a parte il voler azzardare? Be’, per due motivi principali: la scena estrema d’Oltralpe, in questi ultimi anni, si è rivelata fra le migliori e più prolifiche del continente, e ci riferiamo soprattutto a sonorità post-core e cyber metal, quindi la nostra scelta può essere vista come una sorta di premio a tanto ben di Dio; inoltre, e qui sta il fulcro del discorso, “Deviant Current Signal” è un disco che guarda avanti, dritto verso il metallo del futuro: futuro del metallo che poi è già presente, in quanto non sembra davvero un caso che questo lavoro esca a poche settimane di distanza da “Alien” degli Strapping Young Lad e nello stesso giorno di “Catch 33” dei Meshuggah. Già, perché gli Hacride, la cui decisione di rendere misteriose le proprie identità crea un alone criptico sull’operato del gruppo, sono, televisivamente parlando, lo “spin-off” delle due formazioni citate sopra. Ma non solo: assieme alla caustica claustrofobia degli svedesi, tutta tecnica e riff stoppati, e ai lancinanti richiami di furia apocalittica dei canadesi – il mood generale del platter è piuttosto “alieno” e ipnotizzante – gli Hacride mettono in mostra una sapiente dose di originalità, tramite preziosi riferimenti al post-core di Comity e Morgue (ma anche Dillinger Escape Plan, ovvio) e grazie all’uso imprevedibile e schizzato di input elettronici e passaggi acustici. Insomma, se date un attento sguardo alla stupenda cover, vi farete un’idea piuttosto vicina a ciò che “Deviant Current Signal” è in grado di trasmettere: un’enorme città di monolitici blocchi di pietra, illuminata da un fascio di luce di dubbia origine; immagine ripetuta anche nella back-cover, poi, con un’impercettibile differenza: ogni luce è sparita e nuvole di cenere oscurano i resti di una megalopoli primitiva. Otto brani compongono l’album, brani uno più bello e pesante dell’altro…e se l’opener “Human Monster” è “solo” ottima ma non eccezionale, non demordete e proseguite nell’ascolto, perché il bello arriva con le tracce seguenti, in particolare “Typo”, “Flesh Lives On” e “Protect” (quest’ultima impreziosita da un solo di sax da brividi). In definitiva, il debutto degli Hacride è sicuramente un acquisto imprescindibile per chi è solito guardare sempre avanti, per chi spesso si chiede dove andrà a parare in futuro il metal…le strade non sono molte, alcune sono ancora sbarrate, altre già sono state battute. Questi francesi sembrano astronauti in esplorazione spaziale: chi ci dice che a breve non si perdano nel Cosmo?

TRACKLIST

  1. Human Monster
  2. Typo
  3. This Place
  4. Polarity
  5. Flesh Lives On
  6. Protect
  7. Cold
  8. Down
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