HACRIDE – Lazarus

Pubblicato il 05/05/2009 da
voto
7.5
  • Band: HACRIDE
  • Durata: 00:59:25
  • Disponibile dal: 20/04/2009
  • Etichetta: Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

I transalpini Hacride giungono alla pubblicazione del loro terzo disco in un periodo particolarmente propizio per il metal francese, la cui frangia estrema e sperimentale riscuote successi sempre più ampi da qualche tempo a questa parte, trainata da quei mostri di bravura rispondenti al nome Gojira. Gli Hacride – come speriamo ricorderete – avevano già saputo sorprenderci non poco, grazie in un primo tempo al loro sound futuristico, asfissiante e schizoide (“Deviant Current Signal”, 2005), ed in seconda battuta tramite la capacità di allargare i propri orizzonti verso territori progressive, jazz e addirittura flamencati (“Amoeba”, 2007). Con questo “Lazarus”, seguendo logiche di maturazione ed evoluzione lasciate a briglia sciolta, Adrien Grousset e soci continuano l’esplorazione del loro universo sonoro, ammorbidendo ancora più il loro stile ed aggiungendoci dosi massicce di progressione e psichedelia. Se una volta, infatti, Strapping Young Lad e Meshuggah erano le influenze principi del quartetto d’Oltralpe, ora queste ultime vanno a pescare più verso lidi cari a Neurosis, Opeth, Cult Of Luna, The Ocean e, ovviamente, Gojira, da cui prendono in prestito soprattutto alcuni riff dal groove sinuoso e sbilenco. Con questo non vogliamo dire che gli Hacride sono diventati dei copioni, assolutamente no: la band resta originale e abbastanza riconoscibile e “Lazarus” è certamente un signor disco; detto ciò, ci pare però giusto far notare anche come la carriera del gruppo sia qualitativamente in leggero calo, almeno nei gusti di chi scrive. Sono le sezioni psichedeliche che fanno storcere un po’ il naso, a ben vedere, tendenti ad allungare senza bisogno pezzi che riuscirebbero forse meglio se mantenuti stringati e un po’ più concisi: partire con un’opener da un quarto d’ora, quale “To Walk Among Them”, denota sicuramente coraggio da vendere, ma non aiuta certo nell’approccio al resto del lavoro, che per fortuna si mantiene su standard medio-alti per quasi tutta la sua totalità. Particolarissima la traccia “Awakening”, molto vicina agli esperimenti degli Opeth di “Ghost Reveries” o “Watershed”, come molto coinvolgente risulta essere la strumentale “Phenomenon”, peraltro anch’essa ricordante un pezzo famoso, “Fragile Dreams” degli Anathema. Sul resto non molto altro da dire, se non che ci si trova di fronte a song mature, complesse, di non immediata assimilazione e ricche di umori diversi. Sommando tali considerazioni, viene fuori che per gli Hacride c’è un altro mezzo punto in meno rispetto all’album precedente: per noi “Deviant Current Signal” e la versione più aggressiva della band rimangono inarrivabili. Ma solo per noi – sia chiaro – quindi fatevi pure tranquillamente la vostra idea su “Lazarus”…

TRACKLIST

  1. To Walk Among Them
  2. Act Of God
  3. Lazarus
  4. Phenomenon
  5. A World Of Lies
  6. Awakening
  7. My Enemy
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