HAIL SPIRIT NOIR – Eden In Reverse

Pubblicato il 23/06/2020 da
voto
8.0
  • Band: HAIL SPIRIT NOIR
  • Durata: 00:42:45
  • Disponibile dal: 19/06/2020
  • Etichetta: Agonia Records
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Torna una delle band più interessanti in ambito estremo, inteso nella sua accezione più larga e sperimentale. I greci ci hanno da sempre abituato ad un sound poliedrico che si fa beffe di etichette e definizioni, unendo black metal, psichedelia, prog anni ’70 e atmosfere da film horror con una forza e una grazia che li rende unici.
Questo “Eden In Reverse” giunge a otto anni di distanza dal folgorante debutto “Pneuma” e a quattro dall’ottimo “Mayhem In Blue” e – lo diciamo subito – riesce nuovamente a convincere. Rispetto al passato la componente prettamente metal è meno preponderante, mentre prevale il lato psichedelico, con sonorità che non esitiamo a definire spaziali (qualcuno ha detto Voivod?). Come sempre gli Hail Spirit Noir si rivelano abilissimi e oscuri scrittori e questa volta la storia che ci raccontano potrebbe tranquillamente figurare su un almanacco Urania, se fosse espressa in parole su carta anziché essere musica incisa su disco.
Se la intro “Darwinian Beasts” è psichedelia pura, con “Incense Swirls” entriamo nel vivo del disco e ritroviamo subito la band che conosciamo, capace di trasportare l’ascoltatore lontanissimo (addirittura in un’altra galassia) con un mix perfetto di ritmo (Foivos alle pelli è molto più che un ‘semplice’ batterista) e melodia, ora grandiosa, ora suadente, ma sempre capace di comunicare una sottile ansia, caratteristica che è vero e proprio trademark dei musicisti greci. “Crossroads” – scelto come anteprima di questo lavoro – mette in risalto l’abilità della band di sviluppare armonie vocali che conquistano (cosa che forse mancava leggermente nei tre brani che lo precedono, se comparati al passato); melodicissima e trascinante, si rivela sicuramente una delle tracce più rappresentative del disco. “The First Ape On New Earth” è un altro pezzo da novanta, fusione perfetta di metal e sonorità vintage, con un lavoro di chitarra che si fa ricordare e reminiscenze di un passato black metal che torna a farsi sentire.
In chiusura troviamo “Automata 1980” che – neanche a dirlo – ci fa balzare al di là del tempo oltre che dello spazio; sebbene tutti i musicisti diano un apporto fondamentale (negli Hail Spirit Noir non ci sono comprimari, si vedano le linee di basso della già citata “Incense Swirls”) su questo disco sono le tastiere a farla da padrone: Haris e Sakis Bandis creano trame ora distorte, ora ovattate, un istante aperte e magniloquenti, ipnotiche e inquietanti quello successivo.
Questo è un disco che, nonostante l’evidente complessità del songwriting, riesce a risultare pressoché immediato, forte di una carica catchy inoppugnabile e di linee melodiche irresistibili. Lasciatevi rapire (letteralmente) da questo album ma siate pronti a tutto durante il viaggio, queste entità extraterrestri non sembrano amichevoli.

TRACKLIST

  1. Darwinian Beasts
  2. Incense Swirls
  3. Alien Lip Reading
  4. Crossroads
  5. The Devil's Blind Spot
  6. The First Ape on New Earth
  7. Automata 1980
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