HAIL SPIRIT NOIR – Mannequins

Pubblicato il 08/09/2021 da
voto
7.0
  • Band: HAIL SPIRIT NOIR
  • Durata: 00:43:07
  • Disponibile dal: 10/09/2021
  • Etichetta:
  • Agonia Records

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Il quinto album in studio dei greci è destinato a spaccare in due fronti gli ascoltatori: da un lato quelli che grideranno allo scandalo, condannandolo senza appello, e dall’altro i curiosi, i possibilisti e – perché no – gli entusiasti. In caso vi siate persi i due singoli apripista, “Mannequins” e “The Monsters Came From The Sky”, e quindi doveste faticare a seguici, Haris e soci hanno deciso di stravolgere il loro sound eliminando completamente il metal in favore della synthwave, tant’è vero che questo disco vede all’opera una line-up ‘ristretta’, con i soli tastieristi Haris e Sakis in studio di registrazione, coadiuvati da Cons Marg alla voce e Theoharis – storico cantante/chitarrista – ad occuparsi del concept.
Il primo pensiero è stato – onestamente – poco lusinghiero… i musicisti di Salonicco hanno scelto di cavalcare il trend retrowave per provare ad uscire dal circuito del metal estremo e far impennare le vendite? La risposta è no, o almeno non dovrebbe; la band ha infatti assicurato che si tratta di un’operazione unica, volta a celebrare i dieci anni di carriera, e non del nuovo corso musicale del progetto. Fatte salve tali premesse, che ci consentono di mettere da parte eventuali pregiudizi, veniamo al dunque: “Mannequins” è un concept album ambientato in una New York  fantascientifica della metà degli anni ‘80 del secolo scorso, che contempla alieni e morti violente. Dal punto di vista strettamente musicale, la struttura che sorregge le suggestioni psichedeliche, oscure e allucinate tipiche della band non è più avant-garde black metal ma – appunto – futurewave, con riferimento sia agli artisti che all’interno di questa corrente sono più vicini alla scena metal, come Perturbator, Carpenter Brut e Gost (che gli Hail Spirit Noir citano apertamente), che ai nomi storici dell’elettronica e delle colonne sonore, quali John Carpenter, Tangerine Dream e Vangelis. Il risultato è estremamente melodico e ‘danzereccio’, lontano dalla pesantezza di Gost e scevro di espliciti rimandi alla cultura popolare dei cosiddetti golden years (videogiochi Arcade, pellicole horror ed icone di serie B come il porno attore John Holmes, tanto per citare Perturbator) preferendo incorporare elementi dance e puramente synth-pop, vedi “Enter Disco Inferno” che strizza piuttosto gli occhi ai Ghost di Tobias Forge, col suo contrasto tra testo truculento, ritornello melodico e ritmo disco-dance. In altri frangenti il richiamo della fantascienza e l’influenza dei Goblin (che non sono certamente novità per la band) si fanno preponderanti, come in “Alien Cell Charging”, nella breve strumentale “12-31-1985: Night Shift II“ ed in “Ending Crashers”. Tornando infine alla title-track e “The Monsters Came From The Sky”, si tratta di due brani catchy, in particolare la ruffiana e zuccherosa “Mannequins” (e la sua reprise, “Mannequins II”), realmente capace di stamparsi in testa dopo pochi ascolti.
Tirare le somme di questo lavoro non è semplicissimo: superato lo shock derivante dall’inevitabile sorpresa iniziale e una volta individuati alcuni elementi che sono marchio di fabbrica degli Hail Spirit Noir che conosciamo, le canzoni risultano più fruibili, anche se la fusione tra i diversi elementi non riesce sempre al 100% e in alcuni frangenti si avverte un po’ di ripetitività. Per contro, alcuni episodi funzionano davvero bene, come la già citata “Enter Disco Inferno”, anche se siamo in territori lontani anni luce dall’universo – pur variegato – di cui ci occupiamo su Metalitalia.com. Siate curiosi, ma arrivate preparati.

TRACKLIST

  1. 12-31-1985: Night Shift
  2. Against Your Will, My Blade
  3. Mannequins
  4. 12-31-1985: Night Shift II
  5. The Monsters Came From the Sky
  6. Visitors of Horror
  7. Enter Disco Inferno
  8. Mannequins II
  9. Alien Cell Charging
  10. On the Loose Again
  11. Ending Crashers
  12. Ending Crashers II
  13. Crossroads
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