7.5
- Band: HÄLLAS
- Durata: 00:44:12
- Disponibile dal: 30/01/2026
- Etichetta:
- Äventyr Records
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Da quando hanno avviato la loro carriera nel 2011, gli Hällas hanno fatto parecchia strada: dal primo, folgorante EP, è stato un crescendo di citazionismo raffinato attingendo alla musica degli anni Settanta, unito a elementi heavy e progressive degli anni Ottanta. Oggi, i Nostri pubblicano “Panorama” sulla loro nuova etichetta Äventyr Records, dopo la parentesi di “Isle Of Wisdom” pubblicato sotto Napalm Records. Una scelta, a nostro avviso, che denota come la formazione abbia deciso di osare, a partire dal cambio di immagine e costumi proposto nelle fotografie promozionali, con quelli che secondo noi sono ammiccamenti all’estetica di Bowie, Abba e Bee Gees. Non spaventatevi però: la base su cui lavorano gli svedesi è sempre quella di un rock progressivo e ‘tastieroso’, con quell’inflessione bardica che ha sempre contraddistinto i loro lavori.
Ci troviamo indubbiamente di fronte a un disco estremamente ambizioso anche dal punto di vista musicale: i più fanatici fra i lettori avranno sicuramente colto la citazione a “Trespass” dei Genesis sin dalla copertina, e adesso possiamo rivelarvi che questo lavoro riprende in pieno il famoso dittico degli Yes composto da “Close To The Edge” e “Relayer”: un ‘lato’ per un brano unico, l’altro per quattro tracce più brevi. Dunque, la domanda da farsi è: dove ha portato tutta questa ambizione? Icaro ha volato troppo vicino al sole? Il passo è stato più lungo della gamba?
A nostro parere, la risposta è no: come già anticipato, l’album contiene una summa di tutto ciò che rende gli Hällas irresistibili per chiunque abbia determinati gusti musicali. “Above The Continuum”, il primo brano, è proprio tutto ciò che la band rappresenta e tutto ciò che vuole essere: dall’intro in italiano, che ricorda i un mix fra i già citati Bee Gees, in particolare nell’epoca pre-disco dance, e i pezzi più orecchiabili dei Tangerine Dream, per poi sfociare in una sontuosa suite di più di venti minuti fra cavalcate epiche, storie di personaggi che si intrecciano e un finale quasi sinfonico, dove Nicklas Malmqvist e le sue tastiere giocano un ruolo assolutamente di primo piano. Un ascolto che forse potrebbe lasciare un po’ interdetti, ma che cresce costantemente dopo ogni fruizione, specialmente per la qualità del mix fra elettronica e synth che rende il brano una sorta di poema epico, come erano appunto “Close To The Edge” e “The Gates Of Delirium”.
Il ‘lato B’ di “Panorama” inizia con “Face Of an Angel”, il singolo che anticipa l’album, fortemente accattivante e che qualcuno ha ricollegato ad “A Horse With No Name” degli America. Anche questo brano ci aveva lasciati inizialmente spiazzati, ma è cresciuto parecchio con gli ascolti, complice anche il bellissimo videoclip rilasciato insieme al brano e il lavoro alle chitarre di Rickard Swahn e Marcus Petersson, che si dimostrano due ottimi musicisti anche in una composizione apparentemente molto semplice e lineare. Le tre tracce che chiudono il lavoro, invece, sono pienamente nello stile Hällas, a partire dalla cadenzata “The Emissary”, passando per la ballad “Bestiaus” e finendo con la rockeggiante “At The Summit”: una sorta di viaggio verso la cima di una montagna, che riprende fortemente il carattere avventuroso della musica degli svedesi.
Quindi, che cosa è “Panorama”? Sicuramente un lavoro ambizioso, che mantiene la produzione in quel gustoso stile retrò che ha da sempre caratterizzato questa band, con la bardica voce di Tommy Alexandersson a sovrastare tutto. Un’interpretazione che ci ha fatti emozionare, ma che forse manca di quella tensione drammatica che caratterizzava “Conundrum”, a nostro parere ancora la vetta imbattuta per il quintetto.
Forse ci voleva questo momento per smussare gli angoli più duri della loro musica, anche se noi siamo più affezionati alle canzoni degli Hällas che sembrano parlare di una partita a D&D attorno a un tavolo. Speriamo che questo disco sia la testa di ariete che porterà una nuova fama alla band, la quale ha iniziato da qualche anno a calcare anche importanti palchi in giro per l’Europa e per il resto del mondo, ma che meriterebbe di essere molto più conosciuta anche al di fuori dell’ambito metal. Forse, era proprio l’ora di osare!
