HALLOWED BUTCHERY – Deathsongs From The Hymnal Of The Church Of The Final Pilgrimage

Pubblicato il 27/03/2021 da
voto
7.0
  • Band: HALLOWED BUTCHERY
  • Durata: 00:37:51
  • Disponibile dal: 26/03/2021
  • Etichetta:
  • Aesthetic Death

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Disclaimer: se pensate che questo disco abbia un titolo inutilmente complicato, sappiate da subito che esso è molto più diretto del suo contenuto. Le “Deathsongs…” qui presenti sono sei tracce che esplorano, senza curarsi di eventuali paletti tra i sottogeneri, il male e la psicosi, offrendo un senso di perdizione e dolore elevato. Ma anche la restituzione, potremmo dire in chiave biografica-spirituale, dell’incontro tra Ryan Scott Fairfield, il mastermind dietro questo progetto, e il leader de The Church Of The Final Pilgrimage: una setta apparentemente composta da un solo membro e devota al culto della morte. Insomma, roba rassicurante e zuccherosa.
La matrice complessiva potrebbe essere individuata nel doom più sulfureo e marcio, su cui si innestano elementi afferenti al death sperimentale – in particolare nel ricorso al cantato fangoso – e altri più affini a quell’intreccio tra goth e industrial che ha caratterizzato certa sperimentazione negli anni Ottanta, tra brevi e glaciali loop sintetici e passaggi vocali eterei, che arrivano a ricordare Tara Vanflower e i suoi Lycia (“The Altruist”), o a offrire una personale rivisitazione del neofolk (la struggente “On The Altar”). I brani qui presenti, come detto estremamente variegati, sono spesso cangianti anche al loro interno. “Ever Gloom” è una restituzione distopica dell’inferno: immaginate una versione meno dissonante dei Portal, in cui magmatici strati su strati di nefandezze sonore cedono per un lungo segmento di spazio, con le chitarre rarefatte e tempi quasi funeral, al vuoto cosmico – non per questo più rassicurante; mentre “Flesh Borer” e “Death To All” fanno incrociare sperimentazioni drone alla darkwave, con anche una forte componente rituale nel secondo brano.
Si tratta insomma di un disco sfaccettato, a tratti faticoso e angosciante, eppure affascinante, che dimostra come per toccare le vette dell’estremo non sia necessario esprimersi solo con i suoni più vomitevoli che esistano: basta un’attitudine sinceramente malata, che ci viene facile immaginare abbia una certa corrispondenza con la vita privata di Fairfield.

TRACKLIST

  1. Ever Gloom
  2. The Altruist
  3. Flesh Borer
  4. Death To All
  5. Internment
  6. On The Altar
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