HALLUXVALGUS – Reflections of Distant Dreams

Pubblicato il 12/05/2021 da
voto
7.5
  • Band: HALLUXVALGUS
  • Durata: 00:50:34
  • Disponibile dal: 28/04/2021
  • Etichetta:
  • Burning Coffin Records

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Seguiamo sempre con estrema attenzione la scena metal cilena, visto che il paese sudamericano rappresenta da tempo uno dei punti nevralgici del panorama underground, sia in termini di ricchezza creativa che di passione da parte dei fan. Dopo Demoniac, Ripper e Invincible Force, siamo felici di fare la conoscenza degli Halluxvalgus, realtà originaria di Puerto Montt dal nome piuttosto curioso (l’alluce valgo è una deformazione del piede costituita dall’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre), giunta con questo “Reflections of Distant Dreams” al traguardo del primo full-length dopo un paio di EP lanciati fra il 2016 e il 2018. Death metaller legatissimi tanto alle sonorità tipiche delle lontane origini del movimento quanto a quelle dell’ondata revival dell’ultimo decennio abbondante, i tre ragazzi cileni propongono un sound vintage che sa aprirsi a varie sfumature, ora alimentando il culto dei soliti Autopsy, ora concedendosi a girandole più trasversali e melodiche che, arrivando a lambire persino arie wave in certi tratti, chiamano in causa Tribulation e Ghastly.
Il percorso di “Reflections…” non è dunque basato su di un’operazione-retrospettiva superficiale o particolarmente conservatrice: la tracklist, soprattutto nella sua seconda parte, risulta infatti piuttosto vivace e versatile, con pezzi organicamente legati fra loro da un mood silvano, a volte onirico, con elementi ariosi e sibillini che appunto ricordano le prime sperimentazioni della vecchia band di Jonathan Hultén. Se l’incipit del disco strizza insomma l’occhio agli anni Ottanta, con episodi serrati e pungenti pronti a destare l’interesse dell’ascoltatore più legato alla vecchia scuola (oltre agli Autopsy citiamo anche i primi Unleashed), dalla parte centrale in poi le trame degli Halluxvalgus iniziano ad aprirsi e a denotare una qualità narrativa abbastanza inaspettata, il tutto peraltro con cura certosina dei suoni e un buon gusto melodico. Attenzione, però, in quanto l’espressività del gruppo non indulge mai nell’autocelebrazione virtuosistica: ogni break strumentale appare infatti teso soltanto a dare maggiore pathos, spessore e climax alla canzone, senza scadere in iperboli prog fuori dalla portata dei musicisti. Così, anche se nel disco non sono molti gli spunti che non riportino a qualcosa di già sentito altrove, “Reflections…” sa rivelarsi un lavoro valido e apprezzabile nel suo insieme, che dimostra una volta di più quante realtà interessanti si nascondano tra le migliaia di situazioni e scene musicali del nostro pianeta.

TRACKLIST

  1. Ghastly Fascination
  2. Murderous Instinct
  3. Senseless Vanity
  4. Hot Puke
  5. Morbid Ways
  6. From the Echoes of A Deadly Chest
  7. Crawling Are the Dead
  8. Disturbed Corpse
  9. Atlas, the Hunt
  10. Internal Cryptical Gathering
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