HAMFERÐ – Támsins Likam

Pubblicato il 16/01/2018 da
voto
8.0
  • Band: HAMFERÐ
  • Durata: 00:43:19
  • Disponibile dal: 12/01/2017
  • Etichetta:
  • Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

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La tradizione e il folklore di una terra piena di fascino come le Isole Fær Øer scorrono nelle vene degli Hamferð, sestetto che arriva al terzo lavoro in studio firmando un contratto con la Metal Blade. “Támsins Likam” è il capitolo conclusivo di una sorta di concept a ritroso, iniziato con l’EP “Vilst Er Síðsta Fet” (2010) e proseguito tre anni dopo con “Evst”. La band torna a lacerarci l’anima con un terzo album intenso e drammatico, che ha il potenziale per portare gli Hamferð ai vertici della scena doom/death, grazie ad una capacità di scrittura invidiabile, che li rende capaci di gestire la massa oppressiva di dolore e sofferenza convogliata dalla loro musica. “Fylgisflog” apre le danze con la sua durata di quasi dieci minuti: tutta la prima parte del brano respira su gocce di chitarra che vibrano sul suono sinistro e prolungato di violoncello e qualche nota grave di pianoforte che deflagra nel silenzio. La voce di Jón Aldará è prima suadente e sussurrata, per poi lasciarsi andare in un urlo liberatorio, mentre la musica esplode in tutta la sua forza. Le sei composizioni di “Támsins Likam” mantengono continuità e coerenza, ma non scadono mai nella ripetitività statica e, anzi, mostrano diversi colori, per quanto freddi e ombrosi. “Stygd” risuona maestosa e solenne nelle orecchie dell’ascoltatore, con l’ottima sezione ritmica a dettare legge con soluzioni dinamiche ed efficaci, mentre le due chitarre martellano riff poderosi. “Tvístevndur Meldur” lascia emergere le ottime tastiere di Esmar Joensen, mentre con “Frosthvarv” l’atmosfera si fa più delicata e malinconica, ricordandoci gli Anathema e gli Antimatter a cavallo del nuovo millennio, prima di dare nuovamente fuoco alla rabbia con squarci elettrici dissonanti e spietati. Tocca ancora alla forza del death metal segnare la via con la successiva “Hon Syndrast”, mentre “Vápn Í Anda” chiude l’opera nel migliore dei modi con un movimento quasi circolare che ci riporta a quei meravigliosi chiaroscuri descritti per “Fylgisflog”. I paesaggi musicali dipinti dagli Hamferð non sono un esempio di innovazione e l’ascolto del loro album fa riaffiorare più di un nome noto: Opeth, Swallow The Sun, My Dying Bride, Katatonia… Eppure quello che differenzia questi ragazzi dai colleghi è l’intensità emotiva trasmessa attraverso un songwriting di livello eccellente. Se vi piacciono i nomi citati, non fatevi scappare questa promettente realtà proveniente dal gelido Mare del Nord.

TRACKLIST

  1. Fylgisflog
  2. Stygd
  3. Tvístevndur Meldur
  4. Frosthvarv
  5. Hon Syndrast
  6. Vápn í Anda
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