HAMMERCULT – Steelcrusher

Pubblicato il 31/01/2014 da
voto
6.5
  • Band: HAMMERCULT
  • Durata: 00:42:09
  • Disponibile dal: 28/01/2014
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

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C’è da dire che l’intro di questo album, una sorta di tappeto tastieristico dal sapore epico e folkeggiante, ci ha lasciati totalmente spiazzati (e felici) non appena le chitarre di “Steelcrusher” hanno cominciato a rumoreggiare dando il là a una sfuriata di batteria che immediatamente, e, aggiungeremmo irrimediabilmente,  ha collocato questi israeliani nel filone del thrash metal – catalogazione cui vorremmo sempre sfuggire ma che consente a chi non ama il genere di non proseguire oltre la lettura di questa recensione e quindi di risparmiare tempo. Gli Hammercult sono noti al pubblico per aver vinto l’edizione 2011 della Wacken Metal Battle, cosa che ha consentito loro di arrivare su SPV per la pubblicazione di questo lavoro, il terzo dopo un EP e un album intero uscito nel 2012. Cercano di suonare alla vecchia maniera, i Nostri, caratterizzando il loro suono con una voce dai toni molto scream e da contro cori molto moderni, strizzando quindi l’occhio all’hardcore e a ad altre contaminazioni. Si prosegue infatti su queste coordinate anche nell’adrenalinica “Metal Rules Tonight”, un andirivieni ritmico che esalta l’alternanza vocale fra lo scream del cantante e i cori del resto dei membri, brano inoltre arrangiato con un trascinante solo di chitarra mentre la batteria picchia duro. I suoni sono leggerini, nel senso che le chitarre suonano snelle, un tono perfetto per esaltare le rapide sequenze delle sei corde, e anche la batteria è un perfetto bilanciamento fra la modernità del suono e la vecchia scuola usata come pattern nei brani. Al terzo brano, “Into Hell”, farete mente locale sul fatto che l’headbanging è partito in automatico fin da subito. E così sarà fino a fine ascolto, fra ripartenze, break, doppia cassa che appesantisce il suono di alcuni devastanti riff. Fra gli altri brani degni di nota segnaliamo “Ironbound” e “Liar”, dove il thrash metal canonico fin qui descritto devia verso una deriva melodica per larghi tratti, con anche la voce che cerca di seguire questo “ammorbidimento”,  che magari per ora è latente negli Hammercult ma che un domani potrebbe diventare patente. Belle e mortali sfuriate come “Unholy Art”, la hardcore “Satanic Lust” (una delle nostre preferite, con i cori modello Municipal Waste) e “Damnation Arise”, composizioni rapidi e killer in quanto ad impatto. E quindi il thrash metal di questi israeliani si guadagna una sufficienza piena. Non gridiamo al miracolo né alla novità ma è pur sempre meglio che venire bocciati, no?

TRACKLIST

  1. Hymn to the Steel
  2. Steelcrusher
  3. Metal Rules Tonight
  4. Into Hell
  5. We Are the People
  6. Burning the Road
  7. Ironbound
  8. Unholy Art
  9. Satanic Lust
  10. Liar
  11. 11. Damnation Arise 03:50
  12. 12. Heading for War 03:11
  13. 13. In the Name of the Fallen
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